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Il cementificio fantasma è in cerca di una nuova vita

fotoservizio Gabriele Capucci

Chiuso negli anni Settanta, rilevato da un’impresa locale, ora è tornato in vendita. I proprietari: «È in una posizione strategica, ma servono idee e capitali»

OSTIGLIA. Si erge scheletrico, vuoto, dimenticato. Una delle tante strutture industriali o commerciali senza più vita. Ne hanno fatto oggetto di ripresa anche i fotografi della pagina Facebook “Luoghi abbandonati” che ritraggono i muri morti, le storie finite di tanti edifici del nostro Paese. Parliamo del vecchio cementificio in area Pip che si trova sulla circonvallazione che porta alla stazione ferroviaria di Ostiglia.

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OSTIGLIA. Si erge scheletrico, vuoto, dimenticato. Una delle tante strutture industriali o commerciali senza più vita. Ne hanno fatto oggetto di ripresa anche i fotografi della pagina Facebook “Luoghi abbandonati” che ritraggono i muri morti, le storie finite di tanti edifici del nostro Paese. Parliamo del vecchio cementificio in area Pip che si trova sulla circonvallazione che porta alla stazione ferroviaria di Ostiglia.


Area commerciale sulla bretellina che si collega al rondò per Verona o Mantova. Zona strategica, dal punto di vista infrastrutturale, lontana dal centro abitato, appetibile per insediamenti produttivi. Ma da molti anni il cementificio è una carcassa senz’anima, pneumatici ammucchiati, cumuli di laterizi. Però è stato recintato dagli attuali proprietari, l’ingresso è vietato, quindi non rappresenta un pericolo pubblico.



Chiuso a fine anni Settanta, primi Ottanta come cementificio, utilizzato per un periodo dalla ditta Simcar della famiglia Moietta, da una decina di anni è stato acquistato dalla Edil Center, vendita di materiali per l’edilizia, che ha sede a 800 metri da lì. «L’abbiamo comprato da un’immobiliare - ci spiega Marco Mandolfo, socio dell’impresa - con l’intenzione di allargarci. Poi abbiamo cambiato i nostri piani e rimesso in vendita. Abbiamo avuto qualche interessamento i primi anni, ma dal terremoto nessuno si è più fatto avanti. Ma è un’area, 6.600 metri quadri, di grandi potenzialità, c’è la stazione vicina, l’allaccio al metano e un’area agricola che potrebbe essere inglobata. Grazie al Comune il sito è stato inserito nella mappa regionale dei vecchi opifici da riqualificare. Purtroppo servono idee e soprattutto capitali». —

 

Ostiglia, il cementificio fantasma in cerca di nuova vita