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I dirigenti Pd ai vertici: «Noi in grande difficoltà. E non si parla da marzo»

Un nutrito gruppo di dirigenti del partito chiede a gran voce la ripresa dell’attività politica: "Serve un rilancio, le scelte di Lega e M5S stanno danneggiando il territorio"

MANTOVA. Nel Pd mantovano la pazienza è finita. Un nutrito gruppo di dirigenti del partito chiede a gran voce la ripresa dell’attività politica perché, come fanno notare in un documento indirizzato al presidente dem, Fabio Aldini e alla segretaria provinciale, Antonella Forattini, «l’assemblea provinciale del partito non si riunisce dal 19 marzo». «Vi è, in sostanza, l’esigenza di rilanciare, tutti insieme, l’iniziativa e l’attività politica del partito anche e soprattutto in relazione alle ...

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MANTOVA. Nel Pd mantovano la pazienza è finita. Un nutrito gruppo di dirigenti del partito chiede a gran voce la ripresa dell’attività politica perché, come fanno notare in un documento indirizzato al presidente dem, Fabio Aldini e alla segretaria provinciale, Antonella Forattini, «l’assemblea provinciale del partito non si riunisce dal 19 marzo». «Vi è, in sostanza, l’esigenza di rilanciare, tutti insieme, l’iniziativa e l’attività politica del partito anche e soprattutto in relazione alle ricadute pesantemente negative, per il nostro territorio, che hanno avuto e che avranno le scelte del governo guidato da Lega e M5S» si legge nel documento. Tra i firmatari della richiesta ci sono Pasqualino Scirpoli (primo firmatario) Mara Gazzoni, Matteo Campisi, Candido Roveda e Paola Cortese.

L’analisi della situazione è piuttosto realistica e nel documento non si fa troppo ricorso ad eufemismi. «Il nostro partito vive, da tempo, una situazione di grande difficoltà - si legge nelle prime righe - Dalle ultime elezioni politiche questa situazione si è ulteriormente aggravata. In particolare, si registrano enormi problemi a promuovere iniziativa e dibattito politico, ad assumere posizioni sui tanti problemi che investono il nostro tessuto sociale, ad accompagnare e sostenere le amministrazioni locali che governiamo, a consolidare relazioni e rapporti con il mondo della rappresentanza sociale ed economica».

Ma il gruppo di dirigenti rimarca soprattutto la paralisi che sembra aver colto i dem dopo la batosta del 4 marzo. «Sul fronte interno le cose non vanno meglio - scrivono - Lo specchio delle difficoltà interne è rappresentato non solo dal calo di iscritti, ma anche dalle incapacità di individuare la nostra festa provinciale (a maggio inoltrato non era stato, deciso, nulla) e dal fatto che la nostra assemblea si è riunita l’ultima volta il 19 marzo. Per valutare tutti insieme come riprendere con forza l’iniziativa politica provinciale, chiediamo che sia convocata l’assemblea a provinciale allargata ai segretari di circolo, ai sindaci e agli amministratori locali. Ciò si rende ancor più urgente alla luce dell’imminente apertura della fase congressuale dei circoli e della nostra federazione, a questo punto, non più rinviabile».

E si conclude: «Per il futuro del nostro Paese occorre costruire un’alternativa all’attuale maggioranza e questo obiettivo lo si può raggiungere con un rinnovato dinamismo del partito, riscoprendo il valore del “tornare tra la gente” e dell’unità». —