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Ladri in negozio a ora di pranzo. Via porcellane per 40mila euro

Spariti dalla rivendita del centro in pieno giorno decine di tazze e piatti inglesi. Dalla casa accanto i proprietari non si accorgono di nulla

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. «Chi poteva pensare che i ladri agissero in pieno giorno e per di più con noi in casa, visto che abitiamo accanto al negozio?Non abbiamo tirato giù la saracinesca perché, quando ci assentiamo per meno di un’ora, non lo facciamo mai».

Nicoletta Dedoro, proprietaria del negozio di elettrodomestici e articoli per la casa che porta il suo cognome, è ancora incredula per l’accaduto. I ladri non hanno semplicemente saccheggiato, ma invece selezionato il materiale e port ...

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CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. «Chi poteva pensare che i ladri agissero in pieno giorno e per di più con noi in casa, visto che abitiamo accanto al negozio?Non abbiamo tirato giù la saracinesca perché, quando ci assentiamo per meno di un’ora, non lo facciamo mai».

Nicoletta Dedoro, proprietaria del negozio di elettrodomestici e articoli per la casa che porta il suo cognome, è ancora incredula per l’accaduto. I ladri non hanno semplicemente saccheggiato, ma invece selezionato il materiale e portato via solo cose di valore, tra cui interi servizi di porcellana inglese, tazze e cristalli per un bottino che sfiora i 40mila euro. Ora sono i carabinieri a occuparsi delle indagini. Anche se la mancanza di testimoni sembra giocare a sfavore della possibilità di identificare gli autori del colpo.

Il furto è stato messo a segno a ora di pranzo, tra l’una e le due del pomeriggio di sabato. Il negozio è in via Marta Tana, a due passi da piazza San Luigi. Zona centralissima, ma in questi giorni deserta. «È stato come rubare le caramelle a un bambino» è il commento amaro della proprietaria.

In effetti i ladri, al corrente delle abitudini e degli orari dei titolari, non hanno avuto bisogno di trapano, piede di porco o altri arnesi da scasso. Per aprire la vecchia porta a vetri del negozio, che risale agli anni Sessanta, hanno semplicemente dato uno spintone o una spallata. L’anta si è spalancata senza difficoltà, lasciando loro via libera. Il negozio di via Marta Tana ha offerto ai malviventi un altro vantaggio: una seconda via di fuga. Se fossero arrivati i proprietari o altre persone impreviste, avrebbero potuto scappare dal retro, visto che il negozio ha uno sbocco in via Zanardelli.

I ladri erano in due? In tre? Una delle telecamere di sorveglianza posizionate lungo le presumibili vie di arrivo o di fuga della gang potrebbe dare una risposta al quesito. Di certo avevano un’auto, o meglio ancora un furgoncino con il portellone laterale, che potrebbe non solo aver facilitato le fasi di carico della merce ma anche, opportunamente parcheggiato davanti all’ingresso, aver fatto da barriera allo sguardo dei passanti. Il bottino, tutto esposto e in parte visibile anche in vetrina, era probabilmente già stato selezionato.

Così il furto è stato messo a segno in velocità. «Ma non credo che ci sia voluto meno di un quarto d’ora per fare tutto – è l’opinione della proprietaria – lo so perché quando metto a posto quegli articoli ci vuole sempre del tempo. D’altra parte gli articoli di porcellana sono molto delicati».

Comunque sia nessuno s’è accorto di loro.

Finché i proprietari sono usciti di casa e hanno percorso i pochi metri che li separano dal negozio. La porta era aperta e una parte delle scansie vuota. —

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