Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Referendum Grande Mantova: multa anche ad Annaloro

Un mese fa stava raccogliendo le firme in un luogo non autorizzato vicino al Te. Il grillino: il sindaco ci boicotta e usa gli agenti della locale come polizia politica

MANTOVA.  Un’altra multa per i consiglieri comunali promotori della raccolta firme pro Grande Mantova e la prova che, sul referendum per il Comune unico, si sta innescando una dura battaglia politica. Dopo Giuliano Longfils di Forza Italia, colpito da una sanzione di 186 euro per aver spostato il gazebo dal luogo autorizzato, in fondo a piazza Mantegna, in un altro, anche Michele Annaloro dei Cinque Stelle è stato punito per lo stesso motivo.

Questa volta, però, a scoppio ritardato per una vi ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MANTOVA.  Un’altra multa per i consiglieri comunali promotori della raccolta firme pro Grande Mantova e la prova che, sul referendum per il Comune unico, si sta innescando una dura battaglia politica. Dopo Giuliano Longfils di Forza Italia, colpito da una sanzione di 186 euro per aver spostato il gazebo dal luogo autorizzato, in fondo a piazza Mantegna, in un altro, anche Michele Annaloro dei Cinque Stelle è stato punito per lo stesso motivo.

Questa volta, però, a scoppio ritardato per una violazione commessa a fine luglio, davanti alla Bocciofila dell’Arci in piazzale Montelungo, e il cui verbale gli è stato notificato una settimana fa. «Ciò dimostra - accusa Annaloro - che il sindaco ci impedisce di fare attività politica e, come consiglieri comunali, di esercitare i nostri diritti politici. Palazzi utilizza la polizia locale come polizia politica, e questo è grave. È chiaro che non vuole il referendum. A questo punto, come comitato civico, non forniremo più informazioni sulla raccolta firme. Che sta andando molto bene visto che abbiamo già superato le 3mila e il traguardo delle 5mila da raccogliere entro il 10 novembre è ad un passo». E annuncia: «Saremo alla Millenaria di Gonzaga, alla festa di Castelbelforte e al Boschetto di San Silvestro».

Annaloro racconta la sua «colpa». «Avevo la regolare autorizzazione per raccogliere firme il 28 luglio nel parcheggio davanti all’Arci in occasione della sua festa provinciale. Solo che il giorno prima mi era stata ritirata e sostituita con un’altra che mi spediva con il banchetto verso l’ex ippodromo, al buio. Il 28 sono andato lo stesso nel parcheggio e mi sono messo ad autenticare le firme in piedi, appoggiato al mio scooter. Poco prima avevo visto Palazzi entrare alla festa; guarda caso, dopo un po’ ho ricevuto la visita della Polizia locale. Mi hanno contestato di non essermi spostato all’ex ippodromo, dandomi tre minuti di tempo per sbaraccare, pena la multa. L’ho fatto in un minuto, ma poi lunedì scorso mi sono visto arrivare il verbale a casa. Avendomi cacciato il 28 luglio, mi hanno impedito di raccogliere le firme anche il giorno seguente, ultimo giorno della festa Arci. A questo punto, non mi resta che prendere atto della volontà del sindaco di ostacolarci in ogni modo».

Un’altra prova di ciò che sostengono i promotori del referendum per la Grande Mantova è lo spostamento, al giovedì, del loro banchetto dall’inizio di piazza Mantegna, davanti all’oreficeria Caloini, in fondo alla piazza davanti alla tabaccheria, «al sole, tra rastrelliere zeppe di bici e furgoni commerciali che vanno e vengono». Tutto «per far posto al gazebo del Comune» dove gli assessori raccolgono sottoscrizioni a favore dell’ora di educazione civica nelle scuole. «È evidente l’intenzione di punirci - osserva Annaloro - visto che il giovedì di mercato è il giorno in cui si raccolgono più firme, ma dove siamo stato messi non c’è passaggio e le difficoltà di incontrare la gente sono evidenti. Comunque, andremo avanti. Abbiamo capito che il Comune unico piace e che i sondaggi favorevoli fatti quattro mesi fa non erano una bufala». —