Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Dalla Torre al Big Ben. Lo chef Andrea cucina ogni giorno per l’élite di Londra

Classe 1986, ha iniziato al Manah di Piadena «Propongo anche i tortelli di zucca come li fa mia nonna Lucia»

CANNETO SULL'OGLIO. Dall'ombra della Torre a quella del Big Ben. È il salto di uno degli chef prediletti da politici e vip inglesi nel cuore di Londra. Si chiama Andrea Zuppini, cannetese classe '86, che guida la cucina del ristorante "Quirinale" a Westminster, vicino al parlamento e alla torre con orologio simbolo della capitale britannica. Il suo percorso dalle rive dell'Oglio a quelle del Tamigi è iniziato presto. Chiamato a soli 19 anni a dirigere la cucina del ristorante Manah di Piaden ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

CANNETO SULL'OGLIO. Dall'ombra della Torre a quella del Big Ben. È il salto di uno degli chef prediletti da politici e vip inglesi nel cuore di Londra. Si chiama Andrea Zuppini, cannetese classe '86, che guida la cucina del ristorante "Quirinale" a Westminster, vicino al parlamento e alla torre con orologio simbolo della capitale britannica. Il suo percorso dalle rive dell'Oglio a quelle del Tamigi è iniziato presto. Chiamato a soli 19 anni a dirigere la cucina del ristorante Manah di Piadena, dove i suoi piatti hanno subito conquistato la ribalta delle tv nazionali e gli sono valsi il premio come "miglior giovane chef" al BonTà, il salone delle eccellenze gastronomiche di Cremona, Andrea ha poi voluto approfondire all'estero le sue conoscenze.

Prima in Italia, ad Orvieto, quindi a Barcellona e poi di nuovo in Italia, cimentandosi anche sugli yacht di facoltosi clienti di Montecarlo e Costa Azzurra. «L'ultimo anno all'alberghiero di Desenzano ho perso mio padre Gianfranco - racconta - e la passione per la cucina si è mescolata presto con le responsabilità. Per stare vicino a mia mamma Carla e alle mie due sorelle più piccole, sono rimasto in zona, al Don Stuart di Piadena a Le Seriole di Asola con la famiglia Stefani fino all'incarico al Manah. Ho sempre desiderato arricchire il più possibile le mie conoscenze: oltre a quella italiana volevo sperimentare anche le cucine spagnola, francese e giapponese. Rientrato in Italia va a Milano, come sous-chef, al ristorante "Acanto" del Principe di Savoia».

Fa tappa anche in Franciacorta, ma il salto di qualità è sul Garda: con chef Genovesi al Villa Cortine Palace (dove è di casa il premier inglese Teresa May) e al ristorante stellato La Rucola di Sirmione con chef Gionata Bignotti. «Gionata è stato il mio guru - dice Zuppini - mi ha fatto credere di più in me. È stato lui che mi ha messo nelle condizioni di sentirmi finalmente pronto per qualcosa di più grande».

Nel 2015 viene contattato dallo chef bresciano Stefano Savio del "Quirinale": volendo passare ad un ruolo manageriale del locale insieme alla moglie Valentina, cerca un cuoco all'altezza, a cui affidare la cucina. Dopo pochi mesi a Londra eccolo al comando: «Propongo cucina italiana - racconta - con prodotti 70% italiani e 30% inglesi, che segue sempre la stagionalità. La nostra clientela inglese apprezza soprattutto la pasta all'uovo. Ma anche il risotto, che propongo diverso ogni giorno. Lavoro a pochi passi dal parlamento, con clienti come politici, manager, giornalisti. Ma anche cantanti e attori, tra i più noti la cantante Adele e recentemente l'attrice Emily Blunt. A Londra ha trovato anche l'amore. Al ristorante ha infatti conosciuto Martina Bertaboni, bresciana di Vestone, dello staff del servizio in sala».

Andrea guarda sempre avanti, ispirato dai grandi: «Stimo i Santini, Ramsay, Cannavacciuolo. Ho sudato per arrivare fin qui. Ma non mi sento arrivato. Il sogno è aprire un mio ristorante, magari a New York». A Londra ha portato un po' della nostra tradizione: «Nel menù propongo anche i tortelli di zucca come li fa mia nonna Lucia, con la mostarda di mele mantovane». Canneto resta nel cuore: «Torno una volta all'anno. Abito a Regency street e non è male: il Big Ben è vicino, ma la casa, quella vera, è in via Roma, all'ombra della Torre». —

MARIA LUISA RANCATI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.