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Muore in strada mamma di 38 anni. E adesso il figlio resta solo

Il luogo dove è morta la mamma di 38 anni

A uccidere la donna davanti all’Italmark è stato un malore. Adottata dal paese, aveva cresciuto il bimbo con coraggio

CANNETO SULL'OGLIO. A ucciderla è stato un malore violento e definitivo, che ha fermato il suo cuore di donna e di mamma. È morta così Geta Pavel, 38 anni, romena di nascita e cannetese d’adozione da lungo tempo. È morta Il 30 agosto nella via del supermercato Italmark, pochi minuti prima delle 15. Il malore le ha bloccato cuore e gambe: la donna, che aveva appena terminato una lezione di guida, si è accasciata per terra, sotto uno degli archi che scandiscono il porticato d’ingresso all’Ital ...

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CANNETO SULL'OGLIO. A ucciderla è stato un malore violento e definitivo, che ha fermato il suo cuore di donna e di mamma. È morta così Geta Pavel, 38 anni, romena di nascita e cannetese d’adozione da lungo tempo. È morta Il 30 agosto nella via del supermercato Italmark, pochi minuti prima delle 15. Il malore le ha bloccato cuore e gambe: la donna, che aveva appena terminato una lezione di guida, si è accasciata per terra, sotto uno degli archi che scandiscono il porticato d’ingresso all’Italmark.

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti ma, nonostante i tentativi ostinati di rianimarla e l’intervento tempestivo dei sanitari del 118, per Geta non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente in paese, alimentando lo sconforto della comunità: al dolore per la donna si sommano le preoccupazioni per il figlio di 10 anni che Geta ha cresciuto da sola, con coraggio. Una storia triste, la sua, la storia di una donna abbandonata dal marito con un bambino piccolo, in un paese lontano da casa. Paese lontano che, però, si è mobilitato con affetto ed empatia, aiutando la donna a sentirsi accettata e supportata nella sua missione di mamma.

Che il figlio fosse la sua ragione di vita, lo si capisce anche dal profilo Facebook di Geta Pavel, dalle tante, tantissime foto del bambino, al quale la mamma ha insegnato ad amare pure la Romania delle sue radici. Scatti quotidiani, davanti all’albero di Natale, sui campi da calcio (il pallone è una passione del bambino), con un pupazzo di neve davanti casa. Tanti anche i primi piani di Geta, dal sorriso misurato e lo sguardo un po’ triste, velato di malinconia. Lo sguardo di una mamma che per non fare mancare nulla al figlio ha inanellato una lunga serie di lavori saltuari.

Ecco perché al dolore per Geta si sommano le preoccupazioni per il bambino, per la sua serenità rovesciata. Mentre in tanti scuotono la testa con occhi lucidi, increduli per il destino crudele di un’esistenza sofferta. (ig.cip.)