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Scuola, temi della media Alberti al concorso fascista: genitori infuriati

Una recente manifestazione alla Piccola Caprera

Domenica 2 settembre premiazione degli studenti alla Piccola Caprera. Il preside Archi: «Non siamo tenuti a informare le famiglie»

MANTOVA. «Ragazzi, oggi farete un tema sull’amor di patria». Sono gli ultimi giorni dell’anno scolastico e nelle classi della media Alberti (comprensivo Levi) si respira già aria di vacanza, ma due insegnanti di lettere invitano gli studenti a presentare il loro elaborato, e così avviene. I temi, però, non servono ai professori come valutazione per gli imminenti scrutini: i temi vengono spediti, a insaputa dei ragazzi e dei loro genitori, ad un concorso.

La cosa è emersa il 30 agosto, perché ...

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MANTOVA. «Ragazzi, oggi farete un tema sull’amor di patria». Sono gli ultimi giorni dell’anno scolastico e nelle classi della media Alberti (comprensivo Levi) si respira già aria di vacanza, ma due insegnanti di lettere invitano gli studenti a presentare il loro elaborato, e così avviene. I temi, però, non servono ai professori come valutazione per gli imminenti scrutini: i temi vengono spediti, a insaputa dei ragazzi e dei loro genitori, ad un concorso.

La cosa è emersa il 30 agosto, perché è proprio di ieri l’email, avente come oggetto “Invito premiazione concorso”, che viene recapitata ai genitori di dodici studenti dell’Alberti. Qualcuno fa un salto sulla sedia: il concorso è organizzato dal Museo reggimentale dei volontari giovani fascisti “Piccola Caprera” di Ponti sul Mincio. Ecco l’agenda della giornata: appuntamento al sacrario reggimentale, premiazione, alzabandiera e messa.

La Piccola Caprera è il lascito che il maggiore Fulvio Balisti (1890-1959) volle offrire ai soldati che aveva guidato in Africa per “onorare la patria e perpetuare la storia del reggimento volontari giovani fascisti”. Un luogo della memoria per i fascisti e i reduci della Rsi, dove nel corso dell’anno vengono organizzati eventi, incontri e raduni.

Il problema non è tanto l’argomento scelto per il tema; in discussione ci sono il silenzio della scuola e gli organizzatori del concorso, che fra saluti romani e bandiere nere raccontano e testimoniano ancora oggi della passata opposizione all’Italia repubblicana.

Dire che alcuni genitori l’hanno presa male sarebbe un eufemismo: «Non ne sapevamo niente - spiega un padre - Non è ammissibile che la scuola partecipi ad un concorso di questo genere».

Ma ecco la spiegazione del preside Roberto Archi, oggi (31 agosto) al suo ultimo giorno prima della pensione: «Intanto la scuola non è tenuta a comunicare alcunché circa i concorsi. E poi che problema c’è? Si fanno i temi sulla Resistenza, si possono fare i concorsi sulla patria. Poi guardi che il premio è una bandiera, non pensi a chissà che cosa». E ci mancherebbe altro.