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Ultimatum da Enel Sole: «Il Comune ha un mese per dare 250mila euro»

Colpo di scena nella controversia sul riscatto dei lampioni. La società diffida il municipio, che ora studia le contromosse

RIVAROLO MANTOVANO. Continua la battaglia legale sul riscatto della rete di illuminazione pubblica di Rivarolo. Enel Sole ha inviato una diffida al Comune, chiedendo di pagare entro 30 giorni 246.347 euro, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria a partire dal 17 ottobre 2016, data in cui aveva trasmesso la perizia con la stima dell’impianto. La stessa società minaccia, qualora il Comune non paghi, di rivolgersi al giudice senza ulteriori avvisi.

«La responsabilità per il suddetto contenz ...

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RIVAROLO MANTOVANO. Continua la battaglia legale sul riscatto della rete di illuminazione pubblica di Rivarolo. Enel Sole ha inviato una diffida al Comune, chiedendo di pagare entro 30 giorni 246.347 euro, oltre ad interessi e rivalutazione monetaria a partire dal 17 ottobre 2016, data in cui aveva trasmesso la perizia con la stima dell’impianto. La stessa società minaccia, qualora il Comune non paghi, di rivolgersi al giudice senza ulteriori avvisi.

«La responsabilità per il suddetto contenzioso – sottolinea Enel Sole – sarà imputabile solo ed esclusivamente al Comune, che sarà altresì tenuto a rispondere del danno erariale conseguente ai costi dell’azione giudiziaria, comprensivo delle spese per le consulenze tecniche, nonché delle maggiori somme dovute a titolo di interessi, rivalutazione monetaria e risarcimento dei danni causati dal mancato e/o ritardato pagamento».

Il Comune, pur preoccupato, non si lascia intimidire e sta valutando in questi giorni come muoversi davanti alla recente e improvvisa richiesta, tanto più che la perizia del Comune del 2013 aveva portato a tutt’altre risultanze. Ovvero aveva stabilito che il Comune non solo non avrebbe dovuto pagare Enel Sole, ma addirittura avrebbe dovuto ricevere 12 mila euro.

L’esproprio fu avviato, appunto, nel 2013. Di fronte a Enel Sole che trasmetteva lo stato di consistenza degli impianti e la stima dell’equa indennità, il Comune rispose allora con la stima a lui favorevole. Enel Sole rigettò la posizione del Comune lamentando l’utilizzo di criteri che avrebbero portato a una sottostima del valore degli impianti, e ricorse al Tar per l’annullamento della delibera.

Siamo al 2016. Il 17 ottobre Enel Sole trasmette il valore industriale degli impianti, pari a 246.347 euro, concedendo al Comune di decurtare 30.042 euro, quali contributi già versati, ma aggiunge varie maggiorazioni.

E veniamo ad aprile scorso. Nel dibattimento dinanzi al Tar, Enel Sole rinuncia a ottenere una sentenza facendo pensare che lasci cadere la richiesta. Solo adesso, però, ha spiegato i motivi: era in attesa di una sentenza sulla legittimità costituzionale di un articolo di un regio decreto (quello in base al quale avvenne il riscatto) nel punto in cui stabiliva che toccasse un collegio arbitrale risolvere le controversie. Il 13 giugno la Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo, ed Enel Sole si sente ora legittimata ad agire davanti al giudice ordinario per ottenere la condanna del Comune al pagamento dell’equa indennità di riscatto.