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Mantova, disagi ed errori per i posti ai supplenti

Altra giornata di passione in Provveditorato alla chiamata per l’assunzione di oltre cento docenti provenienti da tutta Lombardia

MANTOVA. Ancora corridoi affollati di precari nella sede del provveditorato agli studi, il 31 agosto mattina, per l’assegnazione delle cattedre per il prossimo anno scolastico. Almeno un centinaio i docenti che hanno fatto di tutto per rispondere alla convocazione pubblicato sul sito dell’Ufficio scolastico provinciale nel cuore della notte tra giovedì e ieri ed essere presenti all ’appello. Sono arrivati da diverse province della Lombardia, visto che le chiamate erano per graduatorie region ...

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MANTOVA. Ancora corridoi affollati di precari nella sede del provveditorato agli studi, il 31 agosto mattina, per l’assegnazione delle cattedre per il prossimo anno scolastico. Almeno un centinaio i docenti che hanno fatto di tutto per rispondere alla convocazione pubblicato sul sito dell’Ufficio scolastico provinciale nel cuore della notte tra giovedì e ieri ed essere presenti all ’appello. Sono arrivati da diverse province della Lombardia, visto che le chiamate erano per graduatorie regionali. Insomma, questi insegnanti hanno dovuto organizzarsi in poche ore per raggiungere via Cocastelli in tempo utile.

«C’è anche chi ha dovuto intraprendere un viaggio lungo - riferisce la segretaria dello Snals, Roberta Marzano che assieme ai rappresentanti dei diversi sindacati di settore ha presenziato alle operazioni – è davvero inammissibile che le nomine siano avvenute in questo modo e con moltissimi inconvenienti per i docenti».

Ci sono stati anche degli errori spiacevoli. Ad una maestra precaria, ad esempio, era stato fatto firmare il 29 agosto il contratto per l’immissione in ruolo (quindi l’atteso posto fisso) in uno dei due comprensivi di Castiglione delle Stiviere. Una cattedra vicino a casa dopo diversi anni di supplenze fatte in scuole sparse per la provincia. Una storia che accomuna moltissimi precari. L’insegnante è tornata a casa e ha festeggiato con la famiglia. Il giorno dopo, però, è stata raggiunta da una telefonata dalla commissione di via Cocastelli: era stato commesso un errore. La cattedra di Castiglione non c’era più. La docente è stata invitata a scegliere tra Ceresara e Canneto. Non solo. Ha scoperto che il sistema l’aveva segnata come rinunciataria di un posto di sostegno, rinuncia che lei non aveva fatto. —

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