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Mantova, una donna entra nel museo di Canneto e accoltella più persone: una morta e tre feriti

L'entrata del museo e i carabinieri

Le aggressioni nel pomeriggio, per un raptus. Uccisa la bibliotecaria, Paola Beretta. L'accoltellatrice è stata poi fermata e disarmata da alcuni passanti. Sul posto forze dell'ordine e soccorsi. Colpiti dalle pugnalate altri due uomini, una terza persona è rimasta ferita cadendo da una carrozzina

Mantova: una badante ha accoltellato tre persone uccidendone una a Canneto

CANNETO. Ha impugnato due grossi coltelli da cucina, uno per mano, ed è entrata al museo civico di Canneto come una normale turista. Poi si è messa a urlare frasi sconclusionate e ha iniziato a colpire chiunque si trovasse sul suo cammino. Un vero e proprio pomeriggio di follia quello vissuto sabato pomeriggio a Canneto. Il bilanc ...

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Mantova: una badante ha accoltellato tre persone uccidendone una a Canneto

CANNETO. Ha impugnato due grossi coltelli da cucina, uno per mano, ed è entrata al museo civico di Canneto come una normale turista. Poi si è messa a urlare frasi sconclusionate e ha iniziato a colpire chiunque si trovasse sul suo cammino. Un vero e proprio pomeriggio di follia quello vissuto sabato pomeriggio a Canneto. Il bilancio è pesante: una donna di 58 anni uccisa con un fendente all’altezza del cuore e altre due persone rimaste ferite per fortuna in modo lieve.

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Poco dopo il raptus omicida l’accoltellatrice è stata neutralizzata da alcuni passanti che le hanno gettato addosso una bicicletta e l’hanno disarmata con un bastone in attesa dell’arrivo dei carabinieri. La donna, Barbara Chmurzynska, badante polacca di 58 anni a Canneto da alcuni mesi, è stata fermata con l’accusa di omicidio e lesioni volontarie. La vittima di questo assurdo raptus è Paola Beretta, di Canneto, dipendente comunale e bibliotecaria volontaria del museo, deceduta praticamente sul colpo dopo essere stata inspiegabilmente pugnalata sotto il costato sinistro. I feriti sono Davide Malinverni, 30 anni, volontario della protezione civile, di Asola, che stava entrando al museo di piazza Gramsci per andare a trovare alcuni amici, e Antonio Barisani, 65 anni, origini cannetesi e residente a Cremona. Il primo è stato colpito tre volte alla schiena, sotto un’ascella e ad un braccio. Trasferito il elicottero all’ospedale di Brescia è stato dichiarato fuori pericolo.

In primo piano con la polo blu il comandante della polizia locale di Asola che ha bloccato l'accoltellatrice

Il secondo è stato ferito solo di striscio ed è stato medicato sul posto. Ferite lievi anche per la madre in carrozzina, che durante la colluttazione con la donna armata di coltelli è caduta procurandosi una lieve lesione alla testa.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 17.30, ma un preambolo della follia omicida si era avuto già durante la notte, quando la badante aveva tentato di aggredire una donna che stava prendendo le sigarette in un distributore automatico vicino alla piazza e che è riuscita ad allontanarla utilizzando l’ombrello. Su questo episodio i carabinieri mantengono il più stretto riserbo. «Stiamo verificando» si limitano a dire dal comando provinciale. L’aggressione sarebbe comunque stava ripresa dal sistema di videosorveglianza della tabaccheria.

La prima a finire sotto i colpi della badante è stata Paola Beretta, che era al lavoro nel suo ufficio, il secondo Davide Malinverni che stava entrando al museo. Il terzo Antonio Barisani, incrociato dall’accoltellatrice all’uscita del museo.

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A quel punto per bloccare quella donna con gli occhi spiritati e i due coltelli in mano ci hanno pensato Marco Quatti, comandante della Polizia Locale di Asola e Cristian Barcellari, il primo lanciandole addosso una bicicletta, il secondo con un bastone. «Ero a Canneto perché sono venuto a trovare mio padre ospite della casa di riposo Leandra, proprio qui di fronte – racconta Quatti – ho sentito delle urla ed ho visto alcune persone a terra davanti al museo. Ho pensato ad un litigio. Ho visto un’ anziana caduta da una carrozzina e un uomo e una donna a terra che sembravano lottare. Mi sono avvicinato e e ho visto che l’uomo aveva del sangue sulla maglia e la donna che strillava impugnava due grossi coltelli. Ci ha urlato “andate via”. Ho preso una bici e gliel’ho scagliata addosso, poi mi hanno aiutato altre persone e siamo riusciti a immobilizzarla, mentre lei urlava “Basta, basta, so che ho sbagliato”. E mentre diceva quelle frasi senza senso, perché ancora non sapevamo che poco prima aveva accoltellato altre persone ho chiaramente sentito che puzzava di alcol».

Un dettaglio che è stato poi confermato anche da un altro testimone che aveva visto la donna seduta su una panchina di piazza Gramsci mezz’ora prima dei minuti di follia bere da una bottiglia di birra. Ieri pomeriggio a Canneto è arrivato subito anche il comandante provinciale dei carabinieri Fabio Federici e il magistrato di turno Carmela Sabatelli. La donna fermata è stata portata in caserma a Canneto a disposizione della magistratura. In serata in caserma sono stati convocati anche alcuni dipendenti e visitatori del museo presenti al momento del tragico fatto.