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Mantova, la ricetta di Mujica: «Italia pericolosa, contro i nazionalismi serve più felicità»

L’ex presidente dell’Uruguay Mujica con Nicolini del Festivaletteratura e il sindaco Palazzi (foto Nicola Saccani)

L’ex presidente dell’Uruguay apre idealmente il Festivaletteratura. «Basta lavorare per pagare i conti. Ci vuole tempo per gli affetti»

L'ex presidente dell'Uruguay Mujica a Mantova: il saluto del sindaco

MANTOVA. Rassicurante come un nonno e arrembante come un condottiero. Sono gli occhi a raccontare del guerrigliero che fu e della pecora nera che è stato, un alieno alla presidenza dell’Uruguay per cinque anni. Un alieno nella società attuale, drogata di consumismo. Accolto come un eroe in Italia e come un mito a Mantova, per l’anteprim ...

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L'ex presidente dell'Uruguay Mujica a Mantova: il saluto del sindaco

MANTOVA. Rassicurante come un nonno e arrembante come un condottiero. Sono gli occhi a raccontare del guerrigliero che fu e della pecora nera che è stato, un alieno alla presidenza dell’Uruguay per cinque anni. Un alieno nella società attuale, drogata di consumismo. Accolto come un eroe in Italia e come un mito a Mantova, per l’anteprima del Festivaletteratura numero 22, Pepe Mujica è il leader politico che ci manca. Corteggiato da Beppe Grillo, che l’ha incontrato a Milano, e applaudito dal pubblico della Festa dell’Unità di Ravenna, Pepe non si lascia tirare per la giacchetta. Figurarsi, lui che è sopravvissuto alle pallottole e a 14 anni di carcere feroce.

Il leader che ci manca

«Non è questione di destra o di sinistra, è questione di umanità. L’Italia deve resistere all’ipernazionalismo, c’è bisogno di poesia» risponde a una giornalista di La7 che lo sollecita a schierarsi nel panorama italiano. Panorama frastagliato: «L’Italia è simpatica, ma pericolosa. In tutta l’Europa si sta diffondendo la paura, ci si dimentica che l’Unione Europea ha garantito la pace per 70 anni, dopo mille anni di guerre» riflette Mujica con il sindaco Mattia Palazzi, che gli consegna l’Edicola di Virgilio nel suo ufficio. «Mantova è una città piccola, ma ti accoglie con Virgilio. Non è una cosa da poco» ricambia il presidente.

Emozionato, il sindaco, come tutti quelli che fermano Mujica lungo la strada per il Teatro Sociale, dove il pubblico lo acclama come una rockstar. Incoronandolo re del Festivaletteratura che deve ancora cominciare ed è già partito col botto. Un festival politico, nell’accezione nobile del termine. Nella capacità di sognare che la politica, quella buona, non dovrebbe mai abbandonare. Nell’idea rivoluzionaria di felicità che ricorre nel pensiero e nei discorsi di Mujica, italiano per parte di madre. Sul palco del Sociale siede tra Andrés Danza ed Ernesto Tulbovitz, autori del libro di interviste “Una pecora nera al potere” (Gruppo editoriale Lumi).

La felicità secondo Pepe

Sobrietà, poesia, felicità, equilibrio: la filosofia politica del presidente contadino ruota attorno a questi principi, che ripete ad ogni occasione pubblica. Ma la sua non è una ripetizione meccanica, a 83 anni, con la vita straordinaria che ha le spalle, non deve dimostrare nulla. La sua è passione autentica, spogliata da qualsiasi sospetto di proselitismo. Se non invertiamo rotta, sarà il pianeta con i suoi limiti a ribellarsi all’uomo.

Accoglienza da star a Mantova per l'ex presiente dell'Uruguay Pepe Mujica, con la sua politica della felicità
L'ex presidente dell'Uruguay Mujica incanta Mantova con la sua politica della felicità

«La sinistra in crisi può ancora salvarsi, ma deve pensare di più alla felicità» dichiarava nei giorni scorsi al quotidiano La Repubblica. Ma cos’è la felicità per Pepe Mujica, e come tradurla in azione politica? «Lo sviluppo economico da solo non è sufficiente. Dovremmo condurre una vita più sobria, dovremmo riciclare le cose utili, non comprare quelle inutili – risponde al cronista della Gazzetta nell’ufficio del sindaco – Non dovremmo lavorare per pagare i conti, serve equilibrio, abbiamo bisogno di tempo da dedicare agli affetti, alla famiglia, agli amici e alla contemplazione, alle piccole grandi cose della vita». 

Mantova, l'ex presidente dell'Uruguay Mujica accolto come una star al Sociale

E invece siamo una società perennemente sull’orlo di una crisi di nervi: «L’uomo moderno è ansioso, prende ansiolitici e va dallo psicologo. È un brutto segno. Soffriamo di solitudine nella moltitudine, abitiamo metropoli fuori scala. Le città greche e del Rinascimento erano piccole».

Post-modernismo

Sul palco del Sociale Mujica parla di emigrazione, delle migliaia di italiani spinte dalla necessità a Rio de la Plata, quando partire «significava dire addio, perdere le relazioni e interrompere gli affetti». Quando non c’erano Internet e i social network. «Oggi stiamo vivendo un’altra epoca, l’età del post-modernismo, l’era della digitalizzazione – scandisce al microfono – Non siamo più uomini di ieri e non siamo ancora uomini di domani, siamo in transizione».

Le domande, quelle grandi, però sono sempre le stesse: Cos’è la vita? Cosa rimarrà di noi? Cosa c’è dopo? «L’unico miracolo è essere vivi – si risponde il comandante Pepe – e vivere vale la pena».