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Il forte abbraccio di tutto il paese alla bibliotecaria uccisa nel museo

In centinaia al momento di cordoglio in piazza. Il parroco ricorda Paola Beretta all’omelia,  lunedì 3 settembre la veglia

CANNETO SULL’OGLIO.  Quel sorriso sulle labbra, lo sguardo dolce e intelligente aveva stregato Canneto. E l’amore del paese per la donna che aveva speso parte della sua vita per la cultura, il teatro, il museo in queste ore si è espresso nelle tante manifestazioni di cordoglio e nella commozione per la tragica fine.
In decine hanno voluto portare mazzi di fiori davanti alla porta della collezione del giocattolo storico dove Paola Beretta, 54enne bibliotecaria, è stata brutalmente assassinata ...

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CANNETO SULL’OGLIO.  Quel sorriso sulle labbra, lo sguardo dolce e intelligente aveva stregato Canneto. E l’amore del paese per la donna che aveva speso parte della sua vita per la cultura, il teatro, il museo in queste ore si è espresso nelle tante manifestazioni di cordoglio e nella commozione per la tragica fine.
In decine hanno voluto portare mazzi di fiori davanti alla porta della collezione del giocattolo storico dove Paola Beretta, 54enne bibliotecaria, è stata brutalmente assassinata da Barbara Chmurzynska, badante 58enne di origine polacca, da pochi giorni in paese in sostituzione di una collega, che poi si è accanita su altre due persone, ferendole con due coltelli.

Delitto di Canneto, tutto il paese in piazza per ricordare Paola

Molti si sono fermati, le lacrime agli occhi, di fronte a quella porta, ancora increduli per l’accaduto.
Bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici, dopo che il Comune ha dichiarato il lutto cittadino mentre alle 18  di domenica 2 settembre le associazioni del paese hanno organizzato una veglia illuminata dalle candele. Nella sera di lunedì 3, nella chiesa del Carmine, la parrocchia ha indetto un momento di preghiera e ieri all’omelia della messa principale del mattino il parroco don Alfredo Rocca ha voluto dare la sua testimonianza. «Ho ricordato il fatto che questo momento di forte dolore coinvolge tutta la comunità cannetese. E per questo ho invitato i fedeli a stringersi accanto ai famigliari e a pregare per loro».

Alle 18 piazza Gramsci era gremita di persone. Dai più piccoli agli anziani, dai commercianti ai dipendenti comunali, alcune figure dell’amministrazione comunale, giovani, alunni, colleghe, amiche, gente comune. Era una tuttofare Paola. Aveva desiderato il museo: lavorandoci, battendosi, portando le sue idee. Tutti la conoscevano in paese. La furia omicida ha spezzato la vita di una persona amata e dedita alla comunità. Increduli i presenti, attoniti di fronte all’accaduto. Il pensiero ricorrente, oltre al ricordo della stimata bibliotecaria, è come possa essere successa una tragedia simile in un piccolo paesino di provincia, calmo, tranquillo. Qui, a Canneto. Il paese ha subito una grande perdita, un pomeriggio qualunque d’inizio settembre. Sul finire della giornata di ieri, il sole si è battuto, per non sparire dietro alle nuvole nere che minacciavano pioggia. E ha vinto. Con il suo spiraglio più forte, forte quanto l’amore e il ricordo che Paola ha lasciato e che non morirà mai. (ha collaborato Valentina Gobbi)