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«Assente e confusa». La badante omicida dopo il fermo dà nome e origine falsi

Prima notte in carcere per la donna accusata di omicidio. Si scava nel passato, sarà sottoposta a indagine psicologica

CANNETO SULL’OGLIO.  Assente e in stato confusionale. Ha trascorso la prima notte in carcere a Mantova la badante polacca di 58 anni, Barbara Chmurzynska, che sabato 1 settembre, nel  pomeriggio, ha seminato il terrore al museo civico di Canneto e nella piazza del paese accoltellando a morte Paola Beretta, la bibliotecaria del Comune, e ferendo per fortuna in modo non grave altri due uomini che ha incrociato durante il suo tentativo di fuga. Al momento del fermo le sue condizioni psicologich ...

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CANNETO SULL’OGLIO.  Assente e in stato confusionale. Ha trascorso la prima notte in carcere a Mantova la badante polacca di 58 anni, Barbara Chmurzynska, che sabato 1 settembre, nel  pomeriggio, ha seminato il terrore al museo civico di Canneto e nella piazza del paese accoltellando a morte Paola Beretta, la bibliotecaria del Comune, e ferendo per fortuna in modo non grave altri due uomini che ha incrociato durante il suo tentativo di fuga. Al momento del fermo le sue condizioni psicologiche sono apparse decisamente instabili. «La donna fermata – hanno detto dal comando dei carabinieri di via Chiassi – è in uno stato confusionale».

Nella mattinata di lunedì 3 settembre sarà inoltrata la richiesta di convalida dell’arresto per omicidio, dopodiché scatteranno i primi interrogatori alla presenza di un avvocato. Sempre lunedì sarà dato l’incarico all’istituto di medicina legale di Verona per eseguire l’autopsia sul corpo della dipendente comunale uccisa con una pugnalata mortale.

Ancora del tutto oscuri i motivi che hanno armato la mano della badante, che era arrivata a Canneto da alcuni giorni per sostituire una collega in vacanza. Le forze dell’ordine per il momento parlano di un «raptus senza alcuna ragione», visto che a quanto risulta dai primi accertamenti l’accoltellatrice non aveva alcun tipo di rapporto con le persone sulle quali si è avventata.

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Per quanto riguarda la ricostruzione del tragico episodio, ormai il quadro risulta abbastanza definito. La badante ha prelevato due grossi coltelli da macellaio dall’abitazione in cui assiste temporaneamente una pensionata di 88 anni e si è diretta verso piazza Gramsci. Appena entrata al museo civico, noto anche per ospitare la famosa collezione di bambole, ha colpito Paola Beretta con una, forse due coltellate sotto il costato. La bibliotecaria è morta pochi istanti dopo tra le braccia di un’altra volontaria. Le urla hanno attirato l’attenzione di altri dipendenti pubblici e di un paio di visitatori. A quel punto la 58enne è corsa fuori dalla struttura e durante la fuga ha incrociato Davide Malinverni, 30 anni, asolano, volontario della protezione civile, pugnalato alla schiena, sotto un’ascella e ad un braccio (trasportato in elicottero all’ospedale di Brescia è stato dichiarato fuori pericolo).



Raggiunta la piazza. la follia della badante non si ferma e qui cerca di accoltellare anche Antonio Barisani, 66 anni, fotografo di Cremona, a Canneto in quel momento per far visita all’anziana madre ospite della casa di riposo di fronte al museo. Barisani viene colpito all’addome di striscio ed è medicato sul posto, mentre l’anziana madre caduta dalla carrozzina resta leggermente ferita alla testa.

In quegli istanti per bloccare l’esagitata entrano in azione il comandante della Polizia Locale di Asola, Marco Quatti, e Cristian Barcellari, che insieme ad altre persone riescono a neutralizzare la donna gettandole addosso una bicicletta e utilizzando un bastone per disarmarla. La badante è stata poi subito dopo presa in consegna dai carabinieri arrivati in forze nella piazza del paese.