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La sfida di Gazzo: un centro urbano per rilanciare lo stare assieme

LE PROPOSTELa sfida è di quelle capaci di dare una svolta al paese. Nato per aggregazione di case una dopo l’altra sui due lati della strada Mantova-Verona, Gazzo di Bigarello ha sempre vissuto...

LE PROPOSTE

La sfida è di quelle capaci di dare una svolta al paese. Nato per aggregazione di case una dopo l’altra sui due lati della strada Mantova-Verona, Gazzo di Bigarello ha sempre vissuto diviso a metà dalla provinciale. Un vantaggio, in passato, quando si poteva usufruire dei benefici economici portati dai commerci; un limite oggi che i centri economici sono sempre più concentrati e l’economia viaggia sempre più online. Come rendere ancora più vivibile il paese, trasformandolo in un a ...

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La sfida è di quelle capaci di dare una svolta al paese. Nato per aggregazione di case una dopo l’altra sui due lati della strada Mantova-Verona, Gazzo di Bigarello ha sempre vissuto diviso a metà dalla provinciale. Un vantaggio, in passato, quando si poteva usufruire dei benefici economici portati dai commerci; un limite oggi che i centri economici sono sempre più concentrati e l’economia viaggia sempre più online. Come rendere ancora più vivibile il paese, trasformandolo in un aggregatore sociale? La risposta è venuta dal concorso di idee bandito dal Comune che ha individuato nello spazio fra piazza Martinelli, via Gazzo e via Castelbelforte il cuore del paese, chiedendo a urbanisti e architetti di suggerire idee per la sua riqualificazione.

Al concorso hanno partecipato sei studi professionali, da tutta Italia. Il primo premio è andato a tre professionisti baresi, gli architetti Filippo Ambruosi, Maria Conceta Buquicchio e Pasqualia Vitucci. La loro proposta ruota attorno al concetto di mobilità dolce, ciclabilità e pedonalità per favorire gli spostamenti dolci, sia per fruire dei servizi, sia delle offerte culturali e naturali, come la Foresta della Carpaneta.

Al secondo posto gli architetti mantovani Sara Galesi, Gianni Comini, Gianni Bombonati, Francesco Lodi Rizzini, Gianluigi Palvarini e Cecilia Lodi Rizzini che hanno proposto una soluzione coraggiosa al problema del traffico urbano creando una variante, cioè una curva sulla provinciale in modo da ovviare al rallentamento e creare nel contempo una spazio verde. Terzo premio per gli architetti di Gazzuolo Erica Sarzi Amadè e Maria Manchi che, puntando sulla figura di Martinelli, il primo Arlecchino, ha pensato a una sistemazione di piazze ed aree verdi utilizzando losanghe e colori. —

FR.R.

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