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Mantova, nuovi armadi nella scuola: sono fatti col legno di Ocno

Riciclato il materiale ammalorato delle piattaforme smontate lo scorso maggio. Costruiti dalla Saviola, sono stati destinati dal Comune alla sede della Sacchi. Ma le "isole" rimaste in buone condizioni torneranno sul lago l’estate prossima

MANTOVA. Le piattaforme di Ocno rivivono sotto forma di armadietti scolastici. Beh, non tutte ovviamente. Solo quelle parti che nel corso dello smantellamento della struttura galleggiante sul lago di Mezzo, avvenuto nel maggio scorso, sono risultate troppo ammalorate per poter anche solo ipotizzare un loro riutilizzo. Quel legno, in realtà, non è finito in qualche caminetto, ma trasportato per lo smaltimento allo stabilimento del gruppo Saviola che lo ha riciclato. E trasformato in qualcos’a ...

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MANTOVA. Le piattaforme di Ocno rivivono sotto forma di armadietti scolastici. Beh, non tutte ovviamente. Solo quelle parti che nel corso dello smantellamento della struttura galleggiante sul lago di Mezzo, avvenuto nel maggio scorso, sono risultate troppo ammalorate per poter anche solo ipotizzare un loro riutilizzo. Quel legno, in realtà, non è finito in qualche caminetto, ma trasportato per lo smaltimento allo stabilimento del gruppo Saviola che lo ha riciclato. E trasformato in qualcos’altro: in armadietti.

Per l’esattezza gli armadietti sono una ventina e sono già stati montati alla scuola media Sacchi dell’Istituto comprensivo Mantova 2, dove erano molto attesi. Anche se per il momento via Roma non ha ufficializzato la cosa, nella scuola si sa che nelle prossime settimane ci sarà l’inaugurazione del nuovo arredo scolastico.

In realtà il sindaco Mattia Palazzi aveva già spiegato in maggio, durante le operazioni di smantellamento dell’arcipelago, che il legno ammalorato sarebbe stato portato allo stabilimento di Viadana per essere smaltito e riciclato. Non si sapeva ancora in cosa quel legname tolto dal lago sarebbe stato trasformato.

Va precisato e sottolineato, a scanso d’equivoci, che per fare quegli armadietti sono stati utilizzati solo le parti irrecuperabili delle piattaforme dell’arcipelago. Quelle salvate sono destinate a tornare, l’estate prossima, a galleggiare su uno dei nostri laghi. Era stato lo stesso Palazzi a dichiararlo in maggio.

«Ocno si rifarà il look e tornerà la prossima estate» aveva scritto il sindaco sul proprio profilo di Facebook, difendendo l’operazione Ocno dalle critiche che una parte dell’opinione pubblica cittadina aveva riservato all’installazione artistica di Joseph Grima voluta da via Roma in occasione della proclamazione di Mantova quale Capitale della cultura.

Le piattaforme in buono stato sono state disassemblate. Ora si trovano all’interno del deposito della Tea di Bosco Virgiliano. «Capita - aveva scritto Palazzi all’epoca- che alcune scelte facciano discutere, che piacciano o non piacciano. Nulla di male. Le isole di Ocno hanno registrato 18 mila ingressi e sono state usate da oltre trenta associazioni. Nel 2019 saranno ancora più utilizzate».

Chiarito questo, è legittimo chiedersi perché sia stato deciso di riciclare il legno smaltito in armadietti scolastici e perché questi sono stati destinati proprio alla scuola media di via Frattini.

La Sacchi aveva effettivamente bisogno di armadietti. Pochi mesi prima dello smantellamento della piattaforma, i rappresentanti dei genitori della scuola avevano avanzato la richiesta di sostituire il vecchio arredo della scuola, ormai inutilizzabile. La quasi totalità degli armadietti, utilizzati dagli studenti per riporre i libri e alleggerire così gli zaini, erano ormai danneggiati. In particolare non potevano più essere chiusi a chiave.

La questione era finita persino in consiglio comunale (all’insaputa dei genitori) attraverso una interrogazione. Ora gli armadietti ci sono, pronti per il nuovo anno scolastico. —