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Olio extravergine: nicchia da 600 quintali

Pane e olio. Di grani antichi il primo, extravergine prodotto nel Mantovano il secondo. L’abbinamento è stato protagonista ieri in fiera grazie al Consorzio agrituristico e a due aziende: Ferdinando...

Pane e olio. Di grani antichi il primo, extravergine prodotto nel Mantovano il secondo. L’abbinamento è stato protagonista ieri in fiera grazie al Consorzio agrituristico e a due aziende: Ferdinando Ferri di Monzambano e Brado e le Strie di Volta Mantovana. A condurre la degustazione Enzo Gambin di Aipo (Associazione Interregionale produttori olivicoli). La coltivazione dell’olivo sui colli mantovani ha origini antiche. Tra Castiglione , Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino e Vo ...

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Pane e olio. Di grani antichi il primo, extravergine prodotto nel Mantovano il secondo. L’abbinamento è stato protagonista ieri in fiera grazie al Consorzio agrituristico e a due aziende: Ferdinando Ferri di Monzambano e Brado e le Strie di Volta Mantovana. A condurre la degustazione Enzo Gambin di Aipo (Associazione Interregionale produttori olivicoli). La coltivazione dell’olivo sui colli mantovani ha origini antiche. Tra Castiglione , Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino e Volta Mantovana si stima una superficie investita a oliveto superiore ai cento ettari, con circa novanta olivicoltori e una produzione di circa seicento quintali, per un valore di vendita che può superare gli 800mila euro. La varietà più rappresentata (oltre l’80%) è il Casaliva, da cui si ottengono oli dalla bassa acidità. —

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