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Omicidio di Canneto. Davide è fuori pericolo, ma ha rischiato la vita

Il racconto di uno dei feriti: "L’ho vista uscire, l’istinto mi ha detto di iniziare a correre. Ma è riuscita comunque a ferirmi alla schiena"

CANNETO SULL'OGLIO. «Mi stavo recando in museo, dovevo incontrare un amico. L’ho vista uscire, l’istinto mi ha detto di girarmi e di iniziare a correre. Ma è riuscita comunque a ferirmi alla schiena e a un braccio».



Sono queste le parole di Davide Malinverni, di Asola, un ragazzo giovane e forte, 20 anni, che sta cercando di riprendersi dopo l’aggressione di ieri a Canneto sull’Oglio. Dopo un primo parere preoccupato dei medici, le condizioni di salute sono fortunatamente migliorate. Il giova ...

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CANNETO SULL'OGLIO. «Mi stavo recando in museo, dovevo incontrare un amico. L’ho vista uscire, l’istinto mi ha detto di girarmi e di iniziare a correre. Ma è riuscita comunque a ferirmi alla schiena e a un braccio».



Sono queste le parole di Davide Malinverni, di Asola, un ragazzo giovane e forte, 20 anni, che sta cercando di riprendersi dopo l’aggressione di ieri a Canneto sull’Oglio. Dopo un primo parere preoccupato dei medici, le condizioni di salute sono fortunatamente migliorate. Il giovane è stato trasferito in eliambulanza agli Spedali civili di Brescia. È sempre rimasto cosciente ed ha avuto la forza di avvertire i genitori poco dopo essere stato ferito.



Ora dice di sentirsi meglio, molto scosso dopo il terrore vissuto sabato pomeriggio. Ieri è riuscito anche ad alzarsi in piedi e fare qualche passo.



Certo, le ferite sono dolorose e soprattutto avrebbero potuto ledere organi importanti, come i polmoni, ma Davide è forte, e riuscirà ad attraversare questo doloroso momento. Dopo una prima medicazione effettuata dagli operatori sanitari giunti sul posto con le ambulanze, Davide a Brescia, è stato sottoposto alle cure dei medici hanno subito provveduto a tamponare le ferite inferte, sotto l’ascella e sulla schiena. Dopo una prima tac e, ieri, i raggi, si vedrà se il giovane, anche lui volontario al museo ma non di turno il giorno del fatto, necessiterà di alcuni punti di sutura. —



VALENTINA GOBBI

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