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Fallimento La Leale. Torna all’asta il cantiere infinito di viale Martini a Belfiore

La base per le tre palazzine al grezzo è di 946mila euro. È tra gli ultimi lotti ancora invenduti: il crac nel 2015

MANTOVA. I muri grezzi, con i mattoni a vista e i ponteggi perenni, le orbite di porte e finestre desolatamente vuote: il magone di Belfiore se ne sta così da quasi dieci anni, avvolto in una bolla di abbandono, un perimetro di rete al cui interno il verde cresce disordinato, senza controllo, premendo per uscire fuori. Svettano tra le erbacce i tre palazzi che il 25 settembre torneranno all’asta per l’ottava volta, offerti a un quarto del prezzo iniziale, 946mila euro contro 3,8 milioni. La ...

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MANTOVA. I muri grezzi, con i mattoni a vista e i ponteggi perenni, le orbite di porte e finestre desolatamente vuote: il magone di Belfiore se ne sta così da quasi dieci anni, avvolto in una bolla di abbandono, un perimetro di rete al cui interno il verde cresce disordinato, senza controllo, premendo per uscire fuori. Svettano tra le erbacce i tre palazzi che il 25 settembre torneranno all’asta per l’ottava volta, offerti a un quarto del prezzo iniziale, 946mila euro contro 3,8 milioni. La data della nuova vendita è il 25 settembre, alle 10 negli uffici della Sovemo, a San Giorgio in via I Maggio 3. Il fallimento è quello della cooperativa muratori La Leale di Roncoferraro, franata nel 2015.

Il piano iniziale prevedeva la realizzazione di sei palazzine – due grandi, affacciate su viale Monsignor Martini, e quattro più piccole con vista lago – poi il progetto è stato asciugato e ridotto alle tre attuali. Undici anni sono la misura esatta del precipizio: la costruzione si metta in marcia nel 2007, sull’orlo della grande crisi che avrebbe polverizzato l’edilizia, cariando il territorio con una lunga scia di cantieri irrisolti. Come tante cicatrici a guastare il paesaggio urbano.

L’autorizzazione paesaggistica passa alla Leale nel 2010, l’anno dell’inizio della fine per la cooperativa di Roncoferraro, che entra nell’affare di piazzale Mondadori rilevando la maggioranza della società Forum insieme all’imprenditore Antonio Muto. Il resto è storia nota: nel cratere dell’ex stazione degli autobus, col suo intreccio di affari opachi, annegherà la storia centenaria della Leale.

Due anni e sette aste dopo, dei 47 lotti messi in vendita all’inizio ne restano 8. E tra questi il magone di Belfiore è quello che appare più impegnativo da piazzare, sia per l’estensione del cantiere (5.800 metri quadrati), sia per le somme necessarie a completare le palazzine (lo stato di avanzamento dei lavori è al 20%). E poi c’è la grana ulteriore delle norme antisismiche, introdotte dopo il terremoto del 2012, alle luce delle quali bisognerà rivedere e aggiornare le costruzioni. Senza contare la burocrazia, i guasti del tempo e i danni dell’abbandono. Insomma, servirebbe un acquirente dalle spalle larghe. «Si sottolinea che sia le guaine posate sulla copertura dell’ultimo piano, sia quelle posate nei terrazzi denotano un pessimo stato, in alcuni casi già distaccate – si legge nella relazione di stima del geometra – Al piano seminterrato si denotano alcune cantine già definite con pareti divisorie in mattoni di cemento lasciati a vista. Il piano seminterrato, alla data del sopralluogo, risultava semi allagato con evidenti segni di infiltrazioni dal solaio sovrastante». A proposito di abbandono. —

IG.CIP

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