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Controllo di vicinato Progetto in partenza

CASTEL GOFFREDOI cittadini che controllano il quartiere segnalando quello che li insospettisce e che potrebbe essere un indizio di azioni criminali: è questo, in sostanza, il senso del gruppo di...

CASTEL GOFFREDO

I cittadini che controllano il quartiere segnalando quello che li insospettisce e che potrebbe essere un indizio di azioni criminali: è questo, in sostanza, il senso del gruppo di controllo del vicinato che l’assessore alla sicurezza Giulia Merlo sta mettendo in piedi a Castel Goffredo.

«Ora che stanno riprendendo le attività dopo la pausa estiva siamo pronti per spiegare alla cittadinanza come funzionerà». Domenica scorsa i cittadini hanno trovato un gazebo in piazza Mazzini ...

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CASTEL GOFFREDO

I cittadini che controllano il quartiere segnalando quello che li insospettisce e che potrebbe essere un indizio di azioni criminali: è questo, in sostanza, il senso del gruppo di controllo del vicinato che l’assessore alla sicurezza Giulia Merlo sta mettendo in piedi a Castel Goffredo.

«Ora che stanno riprendendo le attività dopo la pausa estiva siamo pronti per spiegare alla cittadinanza come funzionerà». Domenica scorsa i cittadini hanno trovato un gazebo in piazza Mazzini per tutte le informazioni.

«Nelle prossime settimane – aggiunge Merlo – contiamo di organizzare una serie di incontri in centro e nelle frazioni in cui ci confronteremo con i cittadini e raccoglieremo le prime adesioni, individuando magari anche i referenti del progetto tra i cittadini. L’obbiettivo è quello di fare una riunione con i partecipanti attorno alla fine di settembre per far firmare loro un codice etico che governerà tutte le attività dei gruppi».

Un progetto ambizioso che è ormai una realtà in molti comuni dalla provincia, come spiega Stefano Carboni, referente provinciale dei gruppi controllo del vicinato. «Sono già 23 i Comuni mantovani che hanno aderito, coinvolgendo circa 14mila cittadini che tengono gli occhi aperti nel loro paese o anche solo nella via in cui abitano. Non tutti, però, potranno farne parte: si tratta di gruppi ristretti di persone fidate, conosciute dalle forze dell’ordine e dalla fedina penale pulita in modo da garantire al massimo l’operato di chi ne fa parte dall’azione di individui magari esaltati o poco in grado di valutare serenamente le situazioni caso per caso».

Non solo: «Siamo in stretta collaborazione con le forze dell’ordine – precisa Carboni – e quindi il senso dei gruppi è solo quello di segnalare su Whatsapp situazioni sospette che vengono valutate innanzitutto dal referente del gruppo e poi anche dalle forze dell’ordine». Non cittadini sceriffi, dunque, ma più vigili sentinelle. —

VINCENZO BRUNO

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