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Palazzo Ducale mai più chiuso per assenza di personale, il ministro: "Assumeremo 500 custodi per i musei"

Il ministro Bonisoli (a destra) insieme a Zolezzi (a sinistra) durante la visita privata alla festa del M5s

Bonisoli a Mantova per inaugurare la mostra dell'Archivio di Stato visita Festivaletteratura, Forte di Pietole, cimitero ebraico e Domus. Chiacchierata a 360 gradi con la Gazzetta

MANTOVA. Una triplice prima volta aspetta il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli venerdì 7 settembre a Mantova. Per la prima volta visiterà la sua città in veste ufficiale, è originario di Castel d’Ario. Per la prima volta parteciperà al Festivaletteratura. Per la prima volta “si scontrerà” con la Domus di piazza Sordello. «Il fulcro però sarà l'inaugurazione della mostra dell’Archivio di Stato (alle 15, ndr) – tiene a precisare – è il motivo originario dell’appuntamento, stabilito ...

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MANTOVA. Una triplice prima volta aspetta il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli venerdì 7 settembre a Mantova. Per la prima volta visiterà la sua città in veste ufficiale, è originario di Castel d’Ario. Per la prima volta parteciperà al Festivaletteratura. Per la prima volta “si scontrerà” con la Domus di piazza Sordello. «Il fulcro però sarà l'inaugurazione della mostra dell’Archivio di Stato (alle 15, ndr) – tiene a precisare – è il motivo originario dell’appuntamento, stabilito durante la visita privata alla festa M5s di Borgo Virgilio. L’Archivio è un patrimonio fantastico: memoria di tutto quello che fu lo Stato di Mantova».

FESTIVALETTERATURA. Arrivare nei giorni del Festival è un valore aggiunto. «Si tratta di una manifestazione che è nata dal basso e ha preso vigore, con una sua forza, diversa dall’intervento pubblico che fa nascere le manifestazioni in altri casi. È come anche il Fuori Salone di Milano, esperienze con più vitalità di altre create ad hoc dal politico di turno perché sente che al tal territorio manca qualcosa».

DOMUS. Passeggiando per il Festival avrà modo di incrociare la Domus, su cui per il momento rimanda i commenti. «Me ne hanno parlato tutti, in vario modo. Mi sono fatto ritagliare un momento e andrò a vederla. Anche il sindaco me ne vuole parlare. Ascolterò. Spero non sia quello che temo. In Italia andiamo a periodi. È capitato di fare cose che non c’entravano nei contesti in cui sono state inserite. O si fanno opere impattanti come può essere il Centro Pompidou a Parigi, operazioni che avvengono molto di rado e non sono nella norma, o molto più spesso si creano opere che non vanno bene. Ma della Domus parlerò solo dopo averla vista».

PALAZZO DUCALE. Terreno molto più noto a Bonisoli è quello che riguarda i musei e le chiusure forzate per mancanza di personale. «Vi riferite al Lunedì di Pasqua – interrompe – Non ero ancora ministro, ma ero di ritorno da Monaco con la famiglia quando ho letto la prima pagina della Gazzetta scoprendo che Palazzo Ducale era rimasto chiuso. Arrivando dall’estero risulta ancora più inconcepibile. Una volta al ministero ho scoperto che il problema riguardava decine di musei». Ora ha una soluzione da offrire, annunciata proprio ieri ai sindacati. «Abbiamo predisposto un concorso per 500 addetti alla vigilanza. Alcuni di questi saranno assegnati a Mantova per evitare le chiusure. Il ministero ha bisogno di assumere personale, e il prossimo anno lo faremo. Anche perché negli anni è stato ridotto di parecchio e l’età media è alta».

DIRETTORI STRANIERI. Secondo Bonisoli, invece, non sono un problema i direttori stranieri. «Servono direttori bravi – evidenzia – Chiaramente devono avere dei prerequisiti fondamentali: la conoscenza della lingua, del sistema amministrativo... Ma non accettarli sarebbe confessare di provare un senso d’inferiorità».

GIORNATE GRATUITE. E il ministro è altrettanto chiaro per quanto riguarda l’ingresso gratuito nei musei. Si supera l’obbligatorietà della prima domenica del mese: le giornate gratis saranno aumentate e saranno decise con i direttori dei singoli musei. «Ce ne saranno più di prima – annuncia – ma daremo libertà ai direttori di scegliere come gestirle, a seconda delle diverse peculiarità e flussi dei territori».

CONCERTI IN PIAZZA. Quando gli si chiede un parere sui concerti nei centri storici spiega: «Dipende da come sono organizzati. I Pink Floyd davanti a piazza San Marco sono una cosa, Vasco in piazza Sordello sarebbe un’altra. Dipende da come si integrano, dalla risposta che dà la città, a cui va posta questa domanda».

LE MOSTRE. Lo stesso vale per le mostre. «Ci sono grandi mostre che hanno dato tanto a città di media grandezza, come può essere Mantova».

SU COSA PUNTARE. Bonisoli non esita un secondo su quali siano le bellezze su cui può puntare la provincia: «Il cibo – assicura – Dovunque, quando dico che sono mantovano mi parlano del cibo, prima che di Palazzo Ducale».

I PICCOLI MUSEI. E promuove i piccoli musei. «Credo molto nelle idee realizzate anche a livello di Comuni. Il signore che apre la sua casa, quello che crea una fondazione... Nella realtà però ci sono i problemi: delle strutture, della difficoltà di farsi vedere, di portare avanti i progetti... Qui dovrebbe entrare in gioco il settore pubblico che dovrebbe lavorare sul coordinamento e sull’organizzazione. Sarebbe importante che i piccoli riuscissero a fare rete. Stiamo lavorando sul rafforzamento delle reti museali. In seconda istanza, a prescindere dal turismo che generano e dalle ricadute economiche, i piccoli musei hanno un’importanza sociale: creano senso d’identità. Ve lo dice uno cresciuto all’ombra del castello di Castel d’Ario».

SABBIONETA. Un’identità che avrebbe bisogno di esaltare e diffondere, vista l’eccezionalità, la Città Ideale. «Ci sono molte realtà interessanti in Pianura Padana. Sabbioneta dovrebbe cercare di migliorare le collaborazioni con i vicini per dar vita a un’offerta coordinata».