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I cavatori sul piano: «Le nostre richieste superiori del 20%»

Pattarini: «Ma almeno ora si può ricominciare a estrarre» Il materiale serve per l’edilizia, che sta uscendo dalla crisi

Marmirolo

Da una parte gli interessi degli agricoltori e di una parte di cittadini, che storcono il naso di fronte a nuovi ambiti estrattivi. Dall’altra quelli dei cavatori, che invece chiedono materiale per rifornire il mercato dell’edilizia, che sta uscendo, stando alle previsioni, da una crisi più che decennale. In mezzo la Provincia, che con il piano cave, al voto entro fine mese in Consiglio provinciale, ha cercato di mediare tra le diverse esigenze.

«Tutti i giorni il mercato chiede mat ...

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Marmirolo

Da una parte gli interessi degli agricoltori e di una parte di cittadini, che storcono il naso di fronte a nuovi ambiti estrattivi. Dall’altra quelli dei cavatori, che invece chiedono materiale per rifornire il mercato dell’edilizia, che sta uscendo, stando alle previsioni, da una crisi più che decennale. In mezzo la Provincia, che con il piano cave, al voto entro fine mese in Consiglio provinciale, ha cercato di mediare tra le diverse esigenze.

«Tutti i giorni il mercato chiede materiale per l’edilizia - spiega Giuseppe Pattarini, imprenditore con cave tra Marmirolo, Goito, Medole e il Veronese e rappresentante del settore estrattivo di Confindustria - che sta dando segnali di recupero. Le richieste del nostro settore erano superiori del 15/20% rispetto a quanto proposto dalla Provincia, ma almeno adesso c’è un piano che ci consente di estrarre la ghiaia. Speriamo, a questo punto, che sia approvato (dal consiglio e poi dalla Regione, ndr)». In provincia sono una decina, secondo i dati di Confindustria, i cavatori ancora attivi, cinque di questi di dimensioni industriali, mentre gli altri sono artigiani. «In dieci anni, nel Mantovano c’è stata una perdita del 50% delle aziende, una moria dovuta alla crisi dell’edilizia».

Pattarini non si pronuncia, però, su lamentele e proteste: «Ognuno ha il proprio ruolo. Dico soltanto che la programmazione serve e che il piano è pluriennale e l’escavazione andrà di pari passo con il recupero delle cave esaurite. E gli ambiti individuati dalla Provincia rispettano i criteri dettati dalla Regione, anche dal punto di vista ambientale».

Chi è contrario all’attivazione di nuove cave, sostiene anche che per soddisfare i bisogni di materia prima sarebbe opportuno sfruttare di più i rifiuti edili trattati. «Molti lo stanno già facendo. Anche noi, come azienda - prosegue l’imprenditore - trattiamo industrialmente i materiali delle demolizioni. È un’attività che viaggia in parallelo con lo sfruttamento dei giacimenti naturali, ed è un settore in crescita al quale siamo molto attenti. Ma per l’utilizzo di questi materiali in edilizia ci sono dei limiti imposti dalla qualità. Nemmeno nei Paesi Bassi, uno dei Paesi più avanzati in questo senso, sono riusciti a superare il 20% di utilizzo di materiale riciclato». —

S.PIN.

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