Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il forte in disarmo. Un pezzo di storia nascosto dalle erbacce

L’iniziativa guidata da Montanari per la struttura dell’’800. L’edificio è su un terreno di Rfi, che “chiama” i frontisti

MOTTEGGIANA. «C'è un'antica storia tutta da scoprire: bisogna riqualificare le mura del forte Noyon, la testa di ponte costruita nella seconda metà dell'800 sulla quale scorre la linea ferroviaria Modena-Verona. Il forte, infatti, è stato trasformato in piloni per il sostegno proprio della ferrovia». È quanto proposto dal consigliere di minoranza Nereo Montanari di “Insieme per Motteggiana”, il quale, insieme a Massimiliano Minelli, Alberto Amista, Paolo Refolo e Celestino Dall'Oglio ha effe ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MOTTEGGIANA. «C'è un'antica storia tutta da scoprire: bisogna riqualificare le mura del forte Noyon, la testa di ponte costruita nella seconda metà dell'800 sulla quale scorre la linea ferroviaria Modena-Verona. Il forte, infatti, è stato trasformato in piloni per il sostegno proprio della ferrovia». È quanto proposto dal consigliere di minoranza Nereo Montanari di “Insieme per Motteggiana”, il quale, insieme a Massimiliano Minelli, Alberto Amista, Paolo Refolo e Celestino Dall'Oglio ha effettuato un sopralluogo proprio dove sorge il forte Noyon attualmente inaccessibile a causa della fittissima vegetazione.

Il fabbricato si trova in un'area di proprietà dei Rfi ma le stesse ferrovie vorrebbero fossero i frontisti a ripulire l'area dal verde selvatico, per far riemergere la storica costruzione. Questo per evitare quanto avvenuto per gli alberi tagliati ai lati delle massicciata presso palazzo Te sulla cui vicenda era intervenuto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, sollecitato dall'ex assessore Celestino Dall'Oglio.

«Sarebbe bello poter restituire alla vista il forte Noyon - ha esordito Montanari - Potrebbe essere sfruttato anche dal punto di vista culturale e turistico. Certo ha bisogno anche di manutenzione. C'è un arco che presenta un'infiltrazione d'acqua. Si tratta di una costruzione che ha quasi 160 anni e che risale al periodo risorgimentale quando il borgo sotto il Regno Lombardo-Veneto venne nuovamente fortificato con mura che partendo dal forte centrale raggiungevano la località dell'antica Rocca sull'argine Po che conduce all'odierna frazione di Scorzarolo. Nello stesso anno fu costruito il Forte Magnaguti e con questo anche altri tre: il forte Noyon di Motteggiana sulla riva destra del Po, e i Forti di Rocchetta e di Boccadiganda rispettivamente a monte e a valle dell'argine maestro del Po. Questi quattro forti costituivano testa di ponte posta a difesa della linea di difesa Mantova-Verona, considerata di grande importanza strategica dagli austriaci. in vista di un probabile attacco da parte italiana».