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L’appello della giornalista malata: «Non fatevi abbattere, l’amore aiuta»

Antonella Goldoni, da molto tempo corrispondente della Gazzetta di Mantova dalla zona dell’Asolano, ha scelto di condividere con il maggior numero di persone una notizia in grado di sconvolgere un’esistenza

ASOLA. Antonella Goldoni, da molto tempo corrispondente della Gazzetta di Mantova dalla zona dell’Asolano, ha scelto di condividere con il maggior numero di persone una notizia in grado di sconvolgere un’esistenza. Antonella ha un tumore al seno e ha deciso di raccontarlo, ha scelto di non percorrere la via del silenzio. Sulla sua pagina Facebook ha anche pubblicato la foto che testimonia il segno della malattia. Ecco il suo contributo.

A 50 anni non ti senti una donna anziana e inizi a veder ...

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ASOLA. Antonella Goldoni, da molto tempo corrispondente della Gazzetta di Mantova dalla zona dell’Asolano, ha scelto di condividere con il maggior numero di persone una notizia in grado di sconvolgere un’esistenza. Antonella ha un tumore al seno e ha deciso di raccontarlo, ha scelto di non percorrere la via del silenzio. Sulla sua pagina Facebook ha anche pubblicato la foto che testimonia il segno della malattia. Ecco il suo contributo.

A 50 anni non ti senti una donna anziana e inizi a vederti rughe più marcate, i primi segnali di un corpo vissuto che ha dato tanto in termini di figli.

Avendone allattati quattro auspicavo, come alcuni ginecologi raccontano, di essere immune al tumore al seno, ma mi sbagliavo.

Nel mio caso l’allattamento non è servito molto a evitarlo, nemmeno la corretta alimentazione.

Ho sempre fatto i controlli, ecografia e mammografia, tranne negli ultimi tre anni in cui ho trascurato la mia salute, sbagliando, per motivi familiari. Ma non ho mai mancato di toccarmi il seno per cercare quei noduli maligni che solo mani esperte, e a volte neppure quelle, riescono a distinguere da quelli benigni. Per capire subito sarebbe bastato non considerare le smagliature incave, sempre più profonde su un lato, solo come i primi segnali del mio invecchiamento.

Da nessun ginecologo, privatamente o in convegni nelle scuole, ho sentito dire che queste smagliature sono invece l’allarme della presenza di un tumore: il mio l’ho ben ingrassato fino a 2,6 centimetri di diametro. Ho postato questo appello, l’appello di una futura amazzone, anche sui social affinché tutte le donne che non sanno, sappiano; ma soprattutto perché voi uomini siate coinvolti a supporto delle vostre compagne che ammirate e sfiorate nei momenti di piacere. Non lasciatele sole davanti a un male che spesso appare all’improvviso e destabilizzerebbe chiunque. Ogni donna reagisce a modo suo e le reazioni sono molteplici ma fondamentalmente due: chi si chiude in se stessa e chi, arrabbiata, reagisce superba alla prima fase di confusione più totale, cercando la soluzione più veloce, più indolore. Non esistono formule magiche e solo due sono i suggerimenti che mi sento di dare a supporto delle donne più fragili. Primo: affidate il problema a professionisti che non fanno del vostro dolore motivo di plus-guadagno, a pelle vi devono piacere, vi devono considerare delle persone e non un numero.

Secondo: distraetevi, non pensateci: lavoro, amore e hobby aiutano. Io ho quattro figli e persone che mi amano. Già solo con loro sono a metà guarigione. Indossate ogni mattina il sorriso più bello che avete e accettate la sfida senza ascoltare l’effetto negativo psicologico del cancro, presto sarà solo un brutto ricordo.