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Omicidio di Canneto. Spunta un cartello: «La morte di Paola si poteva evitare». Ma i carabinieri hanno seguito il protocollo

Il cartello affisso all’ingresso del museo di Canneto dov’è avvenuto l’omicidio, è inutile negarlo, suona come un atto di accusa nei confronti di chi avrebbe potuto impedire un delitto assurdo

CANNETO SULL’OGLIO. «La morte di Paola si poteva evitare». Il cartello scritto da un famigliare e affisso all’ingresso del museo di Canneto dov’è avvenuto l’omicidio, è inutile negarlo, suona come un atto di accusa nei confronti di chi avrebbe potuto impedire un delitto assurdo. Ma quella tragedia, secondo il prefetto di Mantova Sandro Lombardi, che ieri ha incontrato i familiari della vittima, non era prevedibile. I carabinieri, in poche parole, avrebbero rispettato il protocollo. A garanti ...

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CANNETO SULL’OGLIO. «La morte di Paola si poteva evitare». Il cartello scritto da un famigliare e affisso all’ingresso del museo di Canneto dov’è avvenuto l’omicidio, è inutile negarlo, suona come un atto di accusa nei confronti di chi avrebbe potuto impedire un delitto assurdo. Ma quella tragedia, secondo il prefetto di Mantova Sandro Lombardi, che ieri ha incontrato i familiari della vittima, non era prevedibile. I carabinieri, in poche parole, avrebbero rispettato il protocollo. A garantirlo, orari di intervento alla mano, lo stesso comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Fabio Federici che, tra qualche giorno, incontrerà le vittime dell’aggressione.



Le prime avvisaglie della tragedia scattano alle 4.15 del mattino di sabato. All’Osteria da Diego è appena finita una festa tra amici. Il titolare Diego Stefani di 44 anni e la compagna Paola Visini di 32, stanno andando a dormire, ma Paola decide di andare a comprare un pacchetto di sigarette. Prende l’ombrello e va al distributore automatico di via Garibaldi. Qui incontra la badante, con una mano dietro la schiena che l’ avvicina e tenta di accoltellarla. Paola si difende con l’ombrello e fugge a casa, mettendosi in salvo.

La badante la rincorre e Diego avverte i carabinieri. Sul posto accorre una pattuglia di Acquanegra, ma la donna è scomparsa. I carabinieri la cercano ovunque ma nel frattempo devono partire per Bozzolo, dov’è segnalata una furiosa lite in famiglia. Alle 13.15 Paola Visini richiama la caserma di Canneto informando che ci sono le immagini che riprendono l’assassina. Il carabiniere in servizio assicura: passeremo a visionarle. Alle quattro la badante sfoga l’istinto omicida.

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