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Domenica urne aperte per la fusione

A San Giorgio e Bigarello sono 9.719 i cittadini chiamati al voto. Si riprova dopo il tentativo del 2013 e la nascita dell’Unione

SAN GIORGIO-BIGARELLO. San Giorgio e Bigarello chiamano nuovamente al voto referendario i cittadini per chiedere la fusione comunale. Domenica urne aperte per 9.719 cittadini con diritto di voto, dei quali 7.946 a San Giorgio e 1.773 a Bigarello. Ci fu già un referendum, e sullo stesso progetto: fu nel 2013, con esito negativo nonostante il 70% dei votanti si fosse espresso per il sì. I 65 voti in più dei contrari a Bigarello (lo 0,7% dei votanti) furono allora decisivi.

Ora le due amministra ...

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SAN GIORGIO-BIGARELLO. San Giorgio e Bigarello chiamano nuovamente al voto referendario i cittadini per chiedere la fusione comunale. Domenica urne aperte per 9.719 cittadini con diritto di voto, dei quali 7.946 a San Giorgio e 1.773 a Bigarello. Ci fu già un referendum, e sullo stesso progetto: fu nel 2013, con esito negativo nonostante il 70% dei votanti si fosse espresso per il sì. I 65 voti in più dei contrari a Bigarello (lo 0,7% dei votanti) furono allora decisivi.

Ora le due amministrazioni comunali ci riprovano, nella convinzione che solo attraverso la fusione dei due Comuni, oggi già strettamente connessi dalla Unione, ci possano essere benefici per i propri cittadini. A cominciare dal premio economico che il Comune fuso riceverà: 1,2 milioni l’anno.

Per i contrari, invece, la volontà dei cittadini è già stata testata e non serve procedere nuovamente a sondare le opinioni. Una considerazione che i fautori della fusione contrastano ricordando gli esiti positivi delle fusioni di questi anni: «Allora eravamo fra i primi a tentare e non si aveva consapevolezza di cosa accade con una fusione. Oggi ci sono le prove viventi dei Comuni fusi che oggi, oltre ad essere fra i più ricchi, non hanno chiuso alcun servizio».

Il botta e risposta sta caratterizzando l’attività dei due comitati, in una campagna referendaria dai toni sostanzialmente corretti anche se con qualche spunto polemico, che fa parte, comunque, di ogni fase che precede l’andare alle urne.

Che cosa succederà se passerà la fusione? Nascerà un unico Comune, fra i più grandi e importanti della provincia, che riceverà ogni anno il premio economico dato ai Comuni che si fondono. Se vi sarà una nuova bocciatura, invece, è difficile (ma non impossibile) pensare che si vada nuovamente a un tentativo di fusione. Chi ha più da guadagnare dalla fusione è la popolazione di Bigarello che si troverà in un grande comune dotato di numerosi servizi e forte di una grande realtà infrastrutturale. Per i cittadini di San Giorgio si tratterà di accrescere il peso specifico all’interno dell’hinterland.

Assieme alla scheda verde con la quale i cittadini decideranno il sì o no alla fusione, ve n’è una di colore giallo con il quale sceglieranno il nuovo nome.

Il timore che il nome, trattandosi di fusione per incorporazione, non venga cambiato è fugata dal precedente di Sermide e Felonica. Le possibilità lasciate alla scelta dei cittadini votanti sono tre: SanGiorgio Bigarello, Terre di Carpaneta, San Giorgio e Bigarello. 

 

Urne aperte domenica dalle 8 alle 22, poi inizierà subito lo spoglio. Non c’è il quorum ed il voto è sempre valido. La fusione passerà se in entrambi i comuni avrà ricevuto la maggioranza. I residenti all’estero con diritto di voto (Aire) sono 374 a San Giorgio e 93 a Bigarello. Per esercitare il diritto di voto referendario non serve la tessera elettorale, bisogna presentarsi con un documento d’identità.