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McGrath vent’anni dopo. E il battesimo di Albanese

Tra gli eventi anche l’incontro con la Gruber e il dialogo Giordano-Bianconi. E al Ducale apre la mostra “Fato e destino tra mito e contemporaneità”

MANTOVA. Il terzo giorno di Festivaletteratura offre una cinquantina di eventi a pagamento, più il consueto ventaglio di incontri liberi e gratuiti. Il consiglio, sempre valido, è quello di lasciarsi guidare dalla curiosità, di perdersi nelle pieghe di un programma che spesso riserva le sorprese più piene nell’imprevisto. Ma siccome cinquanta e passa eventi sono tanti, contro lo spaesamento da Festival, la Gazzetta offre una bussola minima per orientarsi tra i vicoli e le piazze. Sei eventi ...

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MANTOVA. Il terzo giorno di Festivaletteratura offre una cinquantina di eventi a pagamento, più il consueto ventaglio di incontri liberi e gratuiti. Il consiglio, sempre valido, è quello di lasciarsi guidare dalla curiosità, di perdersi nelle pieghe di un programma che spesso riserva le sorprese più piene nell’imprevisto. Ma siccome cinquanta e passa eventi sono tanti, contro lo spaesamento da Festival, la Gazzetta offre una bussola minima per orientarsi tra i vicoli e le piazze. Sei eventi e 2 mostre.

Festivaletteratura 2018: i consigli della Gazzetta per venerdì



Sveglia morbida, si comincia alle 10.30 a Palazzo San Sebastiano con Jhumpa Lahiri e Marcello Fois, due “stranieri” – come dice di sé lo scrittore sardo – che alle opere di narrativa alternano saggi dedicati all’italiano e alla letteratura italiana. Due modi diversi di declinare la stessa passione. Il titolo dell’evento? “Italia mon amour”.

Un’ora più tardi, in piazza Castello, luci puntate su Beppe Severgnini e Lilli Gruber, che da alcuni anni sta raccontando il trauma vissuto dalla popolazione sudtirolese di lingua tedesca, dall’annessione all’Italia agli anni ’60, attraverso una saga familiare. «Una piccola vicenda di famiglia, sullo sfondo dei grandi rivolgimenti vissuti dalla mia terra» racconta l’autrice della sua trilogia.



Pausa lunga, e alle 17.30, sempre in piazza Castello, arena larga degli eventi più gettonati, tornerà Patrick McGrath, a 20 anni di distanza dalla sua prima apparizione al Festival sull’onda del romanzo d’esordio “Follia”. Insieme a Carlo Lucarelli, McGrath parlerà del perché una mente destabilizzata spesso spaventa ma, al tempo stesso e fatalmente, attrae.


Stessa piazza, alle 20.15, si cambia registro con la comicità acuta e intelligente di Antonio Albanese, che, ospite al Festival per la primissima volta, ripercorrerà insieme all’amico giornalista Gian Antonio Stella 30 anni di carriera. Trent’anni e una ricca galleria di personaggi, alcuni leggeri, quasi naïf, altri ruspanti, tutti azzeccati, un album di famiglia che ci fa ridere dei nostri eccessi e delle nostre manie. Una carriera larga, quella di Albanese, anche nella molteplicità dei linguaggi: dal cinema al teatro alla scrittura.

Nel solco dell’umorismo anche l’evento in programma alle 22.30 a Palazzo San Sebastiano, dove è atteso David Sedaris, un maestro nel “fiutare l’ironia della quotidianità” e inchiodare la classe media americana alle sue debolezze. A chiudere questo venerdì esagerato, il dialogo attorno alla scrittura di Paolo Giordano e Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle (alle 22.30 in piazza Castello.

Fin qui i sei eventi. La mostra? Non una, due, entrambe al Ducale. “Grafèin-Scrivere il segno” apre fino al 4 novembre ne LaGalleria in collaborazione con galleria Corraini. In parallelo alla mostra sarà organizzato un workshop nel corso del quale gli artisti, ospitati nella foresteria del Ducale, realizzeranno opere legate al tema dell’iniziativa. Alle 18 nell’Atrio degli Arcieri, Elisabetta Bucciarelli e Renata Casarin conducono l’incontro Arte e letteratura tra fato e destino, inaugurazione della mostra Fato e destino tra mito e contemporaneità, promossa fino al 6 gennaio nei locali della Rustica da Fondazione Cariplo, Fondazione Comunità Mantovana e Palazzo Ducale: 70 opere, tra dipinti, sculture, disegni, grafiche e mosaici. —

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