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«Progetto già bocciato E i fondi sono incerti»

Il dubbio: «Perché si dice no alla Grande Mantova?» E ancora: «Il Comune più piccolo diventerà una frazione»

san giorgio-bigarello

In questi giorni i comitati del Sì e del No si sono affrontati a pochi metri di distanza a Gazzo. Il primo con un gazebo allestito nel cortile del municipio, il secondo con un grande furgone-vela parcheggiato appunto a poca distanza con un enorme invito a votare No alla fusione. A capo di questa ultima organizzazione Massimo Pirrotta, capogruppo consiliare di minoranza a Bigarello, ed Enrico Michelini, coordinatore del comitato del No. «La prima cosa che ci sentiamo di d ...

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san giorgio-bigarello

In questi giorni i comitati del Sì e del No si sono affrontati a pochi metri di distanza a Gazzo. Il primo con un gazebo allestito nel cortile del municipio, il secondo con un grande furgone-vela parcheggiato appunto a poca distanza con un enorme invito a votare No alla fusione. A capo di questa ultima organizzazione Massimo Pirrotta, capogruppo consiliare di minoranza a Bigarello, ed Enrico Michelini, coordinatore del comitato del No. «La prima cosa che ci sentiamo di dire ai cittadini di Bigarello – sottolineano i due esponenti del No - è di stare attenti, perché una volta incorporati a San Giorgio non si può tornare indietro». Pirrotta e Michelini sono contrari a questa fusione per due ragioni: una morale e una funzionale. «Quella morale perché non era volutamente e furbescamente inserita nei rispettivi programmi elettorali dei sindaci Barbara Chilesi e Beniamino Morselli, senza dimenticare che i cittadini si erano già espressi cinque anni fa spendendo circa 20mila euro di soldi pubblici. Insomma, perseverare non è solo diabolico ma in questo caso è anche antidemocratico. Poi c’è l’aspetto funzionale: in primis i fondi che continuano a sbandierare non solo non sono certi ma, come i due sindaci ben sanno, ma si guardano bene da dire, è che sono ripartiti tra i vari Comuni che si fonderanno. Inoltre i bigarellesi si stanno ancora chiedendo per quale ragione il sindaco di San Giorgio rifiuta di far parte del progetto della Grande Mantova (unico Comune dell’hinterland) ma insiste nel voler accorpare Bigarello, piccolo Comune della sinistra Mincio che con San Giorgio nulla ha da spartire».

Secondo Pirrotta e Michelini per i due sindaci, Barbara Chilesi e Beniamino Morselli, e il Pd, «è scontato che se malauguratamente passasse la fusione per incorporazione, Bigarello diventerebbe l’ultima delle frazioni di San Giorgio, alla quale toccherebbero solo gli avanzi». Per i portavoce del comitato del No, infine, «non è un segreto che i cittadini dei piccoli Comuni del Mantovano e del vicino Veronese che hanno deciso di fondersi si sono già pentiti. Questo perché sembra che la Regione si stia attivando per aumentare i fondi anche per le semplici convenzioni». Argomentazioni che domenica avranno una risposta senza appello. —

L.F.

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