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Boom di polmoniti: oltre 120 casi a Brescia e Mantova. Scattata l’allerta

Due casi sospetti di legionella a Castiglione, Asola ai raggi X. L’Ats monitora la situazione, via all’indagine epidemiologica



CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Un aumento anomalo dei casi di ricovero per polmonite nell’ospedale castiglionese. Due persone accolte al San Pellegrino per le quali la diagnosi è sospetta legionella e per le quali sono in corso le analisi di laboratorio. Quanto sta accadendo nella Bassa Bresciana, dove oltre 120 persone sono state ricoverate con diagnosi di polmonite, per due di queste è stata già formulata la diagnosi di legionella con il trasferimento a Brescia e su tre decessi si stanno face ...

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CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Un aumento anomalo dei casi di ricovero per polmonite nell’ospedale castiglionese. Due persone accolte al San Pellegrino per le quali la diagnosi è sospetta legionella e per le quali sono in corso le analisi di laboratorio. Quanto sta accadendo nella Bassa Bresciana, dove oltre 120 persone sono state ricoverate con diagnosi di polmonite, per due di queste è stata già formulata la diagnosi di legionella con il trasferimento a Brescia e su tre decessi si stanno facendo valutazioni, ha una appendice anche nella nostra provincia.

L’Ats Valpadana si è attivata per monitorare costantemente la situazione. Un vertice di carattere sanitario si è tenuto ieri mattina; al termine è stata disposta l’acquisizione dei dati di ricovero per polmonite dai primi di settembre ad oggi. Una misura preventiva, che per ora riguarda solo Castiglione, a diretto contatto con Montichiari, epicentro di quella che al momento non può essere definita un’emergenza sanitaria, ma per la quale l’Ats bresciana ha ritenuto di dover diffondere un avviso alla popolazione per chiedere di non utilizzare acqua nebulizzata o delle fontanelle pubbliche, di lasciar correre l’acqua prima delle docce tenendo aperte le finestre. Misure tipiche di prevenzione della legionella, un batterio che si forma nelle tubature dell’acqua dove esistano ristagni. Tipicamente negli impianti di condizionamento o in quelli sanitari rimasti a lungo chiusi.

A Castiglione al momento sono ricoverate 10 persone con un aumento del 25% rispetto al dato statistico del periodo. Nessuna di queste sarebbe residente in città, ma tutte nei Comuni bresciani limitrofi. In due casi si sta verificando l’ipotesi di malattia del legionario o legionellosi. Ieri mattina un vertice preventivo si è tenuto fra il Comune, il comando della polizia locale, dei carabinieri e della guardia di finanza nel caso si dovesse intervenire sulle reti degli acquedotti locali. Nel pomeriggio si sono riuniti i sindaci della Bassa bresciana, Montichiari, Calvisano e Visano per fare il punto della situazione.

L’Ats mantovana ha fatto partire un’indagine di carattere epidemiologico che riguarda gli ospedali di Castiglione e di Asola, a confine con il Bresciano, per capire da dove provengono i ricoverati per polmonite e, in base al riscontro, prendere eventuali contromisure. A ieri risultavano 121 gli accessi per polmonite al pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola, Castiglione e Mantova».

Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera. «Delle 121 persone che hanno avuto accesso al pronto soccorso per polmonite - ha spiegato l’assessore - 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana: 107 sono ricoverati. Anche l’Istituto superiore di sanità è coinvolto nel percorso di valutazione del caso». —