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«Ha ucciso il mio cane». Lui in aula nega tutto ma il giudice lo incalza

Il tribunale di Mantova

L'uomo è accusato d’aver investito e ucciso con la sua auto un cane al guinzaglio mentre stava passeggiando con la sua padrona sul ciglio della strada

CASTEL D'ARIO. È accusato d’aver investito e ucciso con la sua auto un cane al guinzaglio mentre stava passeggiando con la sua padrona sul ciglio della strada. Nel corso dell’udienza di ieri mattina sul banco dei testimoni sono salite sia la parte offesa che l’imputato, Carlo Alberto Vivaldi, 31 anni di Castel d’Ario. I fatti risalgono al 4 marzo di sei anni fa.

«Quel giorno - ha raccontato la donna al giudice Serra Cassano - stavo passeggiando con il mio cane su una strada in località Villag ...

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CASTEL D'ARIO. È accusato d’aver investito e ucciso con la sua auto un cane al guinzaglio mentre stava passeggiando con la sua padrona sul ciglio della strada. Nel corso dell’udienza di ieri mattina sul banco dei testimoni sono salite sia la parte offesa che l’imputato, Carlo Alberto Vivaldi, 31 anni di Castel d’Ario. I fatti risalgono al 4 marzo di sei anni fa.

«Quel giorno - ha raccontato la donna al giudice Serra Cassano - stavo passeggiando con il mio cane su una strada in località Villagrossa dove abito. La strada è stretta ma il ciglio erboso è abbastanza spazioso. D’un tratto un’auto mi ha sorpassato, poi si è fermata qualche decina di metri più avanti. Non ho visto in faccia il conducente ma ho notato che guardava verso il fossato che fiancheggia la strada e dove qualcuno stava pescando. All’improvviso ha fatto retromarcia e ha investito il mio cane, per poi ripartire subito dopo. Io mi sono messa a urlare così forte che mio figlio, stando a casa mi ha sentito. Siamo corsi dal veterinario ma non c’era più nulla da fare. Io avevo comunque preso il numero di targa e parlando con un ragazzo, questo ha capito chi era il proprietario. Sono andato a casa sua e quando gli ho raccontato quello che aveva fatto mi ha risposto: sono assicurato».

L’imputato, davanti al giudice, ha raccontato che quel giorno non c’era nessun cane e nessuna donna per poi chiarire d’essere andato in una tenuta poco lontano per incontrare degli amici. Ma un dubbio è stato sollevato dal giudice: «Mi può spiegare - ha chiesto all’ imputato - come fa a ricordare un episodio avvenuto sei anni fa?». La sentenza è attesa per il 2 novembre.  GOL .