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Le imprenditrici agricole: «Le tecnologie sono il futuro»

Ieri pomeriggio l’incontro “6 sfumature di rosa” organizzato da Confagricoltura. Tra le testimonianze la storia di Francesca, biologa marina che produce cereali 

MANTOVA. «Se la materia grigia fosse un po’ più rosa, il mondo avrebbe le idee meno nere». La frase dell’umorista e attore francese Pierre Dac ha dato il via ieri sera all’evento “6 sfumature di rosa”, organizzato da Confagricoltura Mantova e andato in scena al Confagricoltura Village. «Il nostro non è uno scontro tra generi – ha chiarito in apertura Francesca Lorenzi, titolare della società agricola Lorenzi Arrigo di Marmirolo e ideatrice della serata – ma un momento di divulgazione di espe ...

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MANTOVA. «Se la materia grigia fosse un po’ più rosa, il mondo avrebbe le idee meno nere». La frase dell’umorista e attore francese Pierre Dac ha dato il via ieri sera all’evento “6 sfumature di rosa”, organizzato da Confagricoltura Mantova e andato in scena al Confagricoltura Village. «Il nostro non è uno scontro tra generi – ha chiarito in apertura Francesca Lorenzi, titolare della società agricola Lorenzi Arrigo di Marmirolo e ideatrice della serata – ma un momento di divulgazione di esperienze aziendali al femminile. Noi donne ci siamo, possiamo e vogliamo fare la nostra parte con sempre maggiore importanza e consapevolezza».

E i numeri, ricavati dalla Camera di commercio di Mantova, sembrano dare ragione a questa affermazione. Nel 2017 le imprese femminili mantovane nel complesso sono arrivate a quota 8.355 unità e, pur con una leggerissima flessione rispetto al 2016 (-0,7%), Mantova si conferma al top in Lombardia assieme a Sondrio e Pavia. Il settore dell’imprenditoria agricola ha un’importanza preminente, dato che nella nostra provincia sono 1.488 le aziende al femminile, il 18,7% del totale, secondo settore dopo il commercio all’ingrosso e al dettaglio: «I numeri sono importanti – spiega Giuseppina Bevilacqua, dell’azienda agricola Carrobbio di Castellucchio – ma dobbiamo sottolineare che i dati ufficiali si riferiscono soltanto alla titolarità delle imprese e non tengono conto della figura del coadiuvante, molto rilevante nel nostro settore ma mai emersa». «Vogliamo cambiare la figura tradizionale della donna in agricoltura – ha spiegato Laura Dalledonne, dell’azienda agricola Dalledonne Angelo – che non è più quella con cappello e zappa. Oggi c’è formazione, studio e investimenti importanti in tecnologia e innovazione. Molte di noi hanno seguito percorsi formativi diversi, accumulando un bagaglio di competenze e informazioni poi utili per il lavoro in azienda».

Innovazione e tecnologia sono all’ordine del giorno per Sara Pasetto, responsabile del settore zootecnico di Corte Nodari, dove i robot di mungitura sono una certezza ben consolidata: «Non tornerei mai indietro. A chi viene a visitare la mia azienda dico sempre che robot e tecnologia sono il futuro. La direzione da seguire è quella».

Innovazione e sostenibilità, soprattutto economica, invece, all’azienda Alberti di Marmirolo, dove Veronica Alberti da un anno è calata nella realtà delle vacche da latte: «Ci siamo convertiti al biologico, il settore al momento è abbastanza redditizio. Anche le ragazze possono tranquillamente portare avanti un’azienda agricola, di qualsiasi tipologia essa sia». Ma c’è anche chi proviene da mondi totalmente diversi: «Sono una biologa marina milanese – ha spiegato Francesca Petrocchi, dell’azienda agricola Serraglio 2 – questo mondo mi ha conquistata ma ho capito che dobbiamo aprirci e comunicarlo di più. Tramite i social e un blog cerchiamo di far capire a tutti come lavoriamo». —

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