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Coldiretti e il futuro: «La nostra missione è più sostenibilità»

Ieri mattina in sala convegni l’incontro sull’agricoltura mantovana che verrà Protagonisti cinque settori produttivi e i loro testimonial

«Siamo indiscutibilmente molto bravi a produrre, la missione per il futuro è essere ancora più sostenibili, trovare nuovi mercati e farci riconoscere il valore. Perché dietro il brand Made in Italy c’è la qualità dell’agroalimentare italiano, delle nostre materie prime e dei nostri territori». È la visione di Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova, che ha aperto, ieri mattina in Millenaria, il convegno organizzato dall’associazione agricola in collaborazione con Edagricole sul tema “L ...

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«Siamo indiscutibilmente molto bravi a produrre, la missione per il futuro è essere ancora più sostenibili, trovare nuovi mercati e farci riconoscere il valore. Perché dietro il brand Made in Italy c’è la qualità dell’agroalimentare italiano, delle nostre materie prime e dei nostri territori». È la visione di Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova, che ha aperto, ieri mattina in Millenaria, il convegno organizzato dall’associazione agricola in collaborazione con Edagricole sul tema “L’agricoltura mantovana verso il futuro. Economia, internazionalizzazione, rapporti col consumatore”.

L’economia agricola mantovana guarda al futuro. A testimoniarlo i settori protagonisti del convegno di ieri e i loro interpreti: dal latte (Fabio Mantovani di Goito e Paolo Benedusi di Quistello) alla frutta (Pier Paolo Morselli di Ostiglia), passando per i bovini da carne (Primo Cortelazzi di Marcaria), i suini (Claudio Veronesi di Sustinente), il vino (Corrado Cattani di Cavriana e Ilaria Troni di Gonzaga). Settori che, seppure alle prese con la volatilità del mercato, hanno saputo innovare i prodotti e i processi produttivi, diversificare, aggregarsi attraverso la cooperazione e le organizzazioni di produttori.

Tra i temi del convegno anche le esportazioni. L’export, in un paese come l’Italia che sta invecchiando e che, dunque, è destinato a ridurre i consumi, per Paolo Carra «sarà la strada principale da percorrere, a colpi di qualità e di biodiversità». Così chiede il consumatore, particolarmente attento al benessere animale, all’allevamento senza antibiotici, alle produzioni ogm free.

«C’è chi pensa che il no di Coldiretti agli organismi geneticamente modificati sia superato – ha spiegato il presidente dell’associazione Carra – ma sappiamo che alcune grandi catene di distribuzione tedesche nel giro di tre anni diranno addio a qualsiasi prodotto contenente ogm. Se vogliamo continuare a vendere i nostri prodotti dobbiamo proseguire su questa linea, che evidentemente è quella giusta, in base a quanto si aspetta anche il consumatore». —