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I sindacati ora esultano: la chiusura domenicale è diritto dei lavoratori

Cgil, Cisl e Uil favorevoli all’abrogazione del Salva Italia

MANTOVA. Sindacati mantovani soddisfatti alla vigilia della discussione in Parlamento della proposta del governo per limitare le aperture domenicali dei negozi. Cgil, Cisl e Uil si dicono favorevoli all’abrogazione del cosiddetto Salva Italia del Governo Monti che ha liberalizzato le aperture a discrezione dei negozianti, e a reintrodurre la chiusura domenicale obbligatoria con un massimo di aperture straordinarie scelte da Comuni e Regioni.

«Servono regole giuste all’interno del settore - af ...

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MANTOVA. Sindacati mantovani soddisfatti alla vigilia della discussione in Parlamento della proposta del governo per limitare le aperture domenicali dei negozi. Cgil, Cisl e Uil si dicono favorevoli all’abrogazione del cosiddetto Salva Italia del Governo Monti che ha liberalizzato le aperture a discrezione dei negozianti, e a reintrodurre la chiusura domenicale obbligatoria con un massimo di aperture straordinarie scelte da Comuni e Regioni.

«Servono regole giuste all’interno del settore - afferma Roberta Franzini, segretario della Filcams Cgil - è necessaria una regolamentazione per mettere ordine su questo tema. Le aperture domenicali non hanno incrementato i consumi, ma hanno essenzialmente contribuito a distribuire l’attività su sette giorni, invece che su sei, e ciò non ha portato ad altro che precariato e lavoro sottopagato». La Cgil ha già affrontato il tema nella campagna “La festa non si vende” contro la totale liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, rivendicando già da anni la regolamentazione delle aperture “selvagge”.

Della stessa idea è anche la Cisl. «Questa proposta di legge è ciò che richiediamo da tempo - ribadisce Alessandra Sergi, componente di segreteria di Fisascat Cisl - serve un ridimensionamento. Come sindacato siamo convinti che l’apertura domenicale non abbia portato a grandi miglioramenti in termini di fatturato per le aziende e non abbia offerto lavoro ex novo ma solo prolungamento dei contratti ai lavoratori ordinari».

Infine anche la posizione di Uiltucs Uil e del suo segretario provinciale Daniele Grieco non sembra discostarsi: «Siamo da sempre contro il decreto Monti, ha risolto ben poco, spostando solo il “giorno della spesa” nel fine settimana, senza incrementare le vendite. Bisogna porre freno alle aperture di domenica e nei festivi, è diritto dei lavoratori passare questi giorni in famiglia. Sottolineo quanto non sia necessario un decreto per decidere su questa materia, ma più semplicemente dirigersi verso la contrattazione. Riteniamo più utile la riapertura di tavoli di confronto con i Comuni come succedeva un tempo, in modo che ognuno di essi possa decidere autonomamente in base alle proprie necessità».

I sindacati sono consapevoli che sia molto difficile ottenere la chiusura domenicale per l’intero anno, ma sperano in un ridimensionamento delle aperture, che porti a una migliore rotazione dei lavoratori e a maggior giustizia.

GRANDE DISTRIBUZIONE

Il tema affrontato dalla nuova proposta di legge riguarda in primis le aziende impegnate nella grande distribuzione. La posizione di Coop Alleanza 3.0 e del centro commerciale La Favorita resta equilibrata: entrambe sottolineano come sia importante per la società conciliare i diritti dei lavoratori e il diritto dei consumatori nel fare la spesa.

La cooperativa segue con interesse il confronto sul tema delle aperture domenicali e afferma già la sua presenza nel caso si dovesse aprire il tavolo di confronto. Daniele Franzetti, direttore della Favorita, dichiara che la struttura è pronta ad adeguarsi alle direttive di legge, senza sbilanciarsi in giudizi prematuri. «Ovviamente bisogna considerare entrambe le posizioni - spiega - I dipendenti vorrebbero stare a casa con la famiglia nei weekend, ma l’introduzione del lavoro domenicale ha comunque creato posti di lavoro e ha fornito più servizi al cittadino. Sono due facce della stessa medaglia».