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Mantova, negozianti e aperture festive: «Non servono a vendere di più»

Sì di Confcommercio e Confesercenti al giro di vite del Governo: «La liberalizzazione a ogni costo ha privilegiato solo la grande distribuzione»

MANTOVA. Anche a Mantova le associazioni del commercio dicono sì al provvedimento annunciato dal Governo di revisione delle regole sulle aperture festive dei negozi. Per Confcommercio «occorre evitare gli errori del passato con l’obiettivo di difendere e valorizzare il pluralismo distributivo che caratterizza il nostro sistema fatto di piccole, medie e grandi imprese». L’associazione condivide quindi l'ipotesi «di un intervento di regolazione delle aperture festive nel commercio» cambiando l ...

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MANTOVA. Anche a Mantova le associazioni del commercio dicono sì al provvedimento annunciato dal Governo di revisione delle regole sulle aperture festive dei negozi. Per Confcommercio «occorre evitare gli errori del passato con l’obiettivo di difendere e valorizzare il pluralismo distributivo che caratterizza il nostro sistema fatto di piccole, medie e grandi imprese». L’associazione condivide quindi l'ipotesi «di un intervento di regolazione delle aperture festive nel commercio» cambiando le norme del decreto Salva Italia di Monti su liberalizzazione « che non ha eguali nel resto d'Europa e non ha portato né maggiore fatturato né un incremento occupazionale, il fatturato si è semplicemente spalmato su più giorni nella settimana».

Insomma secondo Confcommercio «non è certo tenendo aperto sempre, in sfregio alle feste e ai giorni di riposo, che si aumentano i guadagni» e «la corsa a restare aperti a ogni costo privilegia solo le grandi realtà distributive». Poi c'è il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro sia per i lavoratori che per gli imprenditori: «Un valore prezioso che, a nostro avviso, non va compromesso. Dobbiamo riportare al centro la sfera della personale e della famiglia».

La posizione di Confesercenti è poi nota da tempo: da oltre cinque anni è depositata la proposta di legge dell’associazione per una revisione della materia, firmata da 150mila italiani e promossa insieme alla Cei attraverso la campagna “Libera la domenica”. Per il direttore di Confesercenti Mantova Davide Cornacchia «è importante, a questo punto, arrivare ad una revisione dell’attuale regime con una norma condivisa e sostenibile. Noi non chiediamo di stare chiusi sempre, ma di restare aperti solo quando e dove necessario, come ad esempio nelle località turistiche. Fondamentale è passare dalla deregulation totale ad un minimo di regolamentazione, ragionevole e assolutamente compatibile con le prassi europee».

Anche secondo Cornacchia, «bisogna correggere una distorsione che non ha portato alcun vero vantaggio per l’economia. Infatti, la deregulation sulle aperture durante i giorni festivi è stata un fallimento e ha provocato più danni che benefici in termini di occupazione. L'unico risultato evidente è stato uno spostamento di quote di mercato verso la grande distribuzione».

Introdotte dal governo Monti «le liberalizzazioni avrebbero dovuto dare una spinta ai consumi, grazie all’aumento delle opportunità di acquisto per i consumatori - conclude il direttore di Confesercenti - Ma, dai numeri, è evidente che non c’è stato questo aumento di acquisti reali: nel 2017 le vendite del commercio al dettaglio sono state inferiori di oltre 5 miliardi di euro rispetto ai livelli del 2011, ultimo anno prima della liberalizzazione».