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Polmonite, la Procura di Brescia indaga per epidemia colposa

Intanto sei persone provenienti dal pronto soccorso di Asola sono state ricoverate all'ospedale Carlo Poma

MANTOVA. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per verificare l’origine dell’epidemia i polmonite scoppiata da giorni nella Bassa Bresciana Orientale. L’ipotesi su cui si indaga è quella di un reato di epidemia colposa. Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Nas che stanno raccogliendo i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. Sono oltre 150 le persone che si sono ammalate e ricoverate negli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola e ...

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MANTOVA. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per verificare l’origine dell’epidemia i polmonite scoppiata da giorni nella Bassa Bresciana Orientale. L’ipotesi su cui si indaga è quella di un reato di epidemia colposa. Le indagini sono affidate ai Carabinieri del Nas che stanno raccogliendo i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. Sono oltre 150 le persone che si sono ammalate e ricoverate negli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova. 
 
Intanto, sei persone provenienti dal pronto soccorso dell’ospedale di Asola sono state ricoverate oggi all’ospedale Carlo Poma di Mantova con sintomi di polmonite, mentre altrettante sono attualmente in fase di valutazione al pronto soccorso.
 
 
Lo comunica una nota dell’Azienda sanitaria (Asst) di Mantova. Ad oggi nel solo ospedale di Asola per casi sospetti di polmonite sono ricoverati in 22, la gran parte residenti nei vicini Comuni del Bresciano. «L’Asst – si legge nella nota – ha attivato un protocollo di emergenza per far fronte a un forte potenziale afflusso di pazienti con sintomatologia riconducibile a polmonite». In queste ore «è in corso la programmazione degli accertamenti strumentali e di laboratorio per identificare la causa della malattia e degli esami diagnostici cui sottoporre le persone con sospetta infezione». 
 
La direzione sanitaria ha poi creato un gruppo di lavoro che a partire da sabato scorso ha promosso «tutte le azioni necessarie a gestire i pazienti». Predisposta pure un’apposita check list per «il rapido inquadramento del paziente».