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Suzzara, il bosco urbano preso di mira dai vandali

Gli incivili colpiscono di notte nel parco di via Verga.  Panchine e giostrine per i bimbi danneggiate. Protestano gli abitanti della zona: chiudete il giardino con un cancello

SUZZARA. Dopo i vandalismi e gli schiamazzi al parco di via Verga ora sembra ci sia un'alta area verde presa di mira da incivili: il bosco urbano situato tra via San Biagio, via Pertini e l'ex statale 62 della Cisa, dove i vandali hanno rotto una giostrina, sradicato una panchina e divelto la rete di recinzione del parco dato che è chiuso da due cancelli.

Cosa ci vadano a fare di notte al buio tra la fitta vegetazione si può solo immaginare. Il casotto del Wwf dentro il parco è già stato imb ...

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SUZZARA. Dopo i vandalismi e gli schiamazzi al parco di via Verga ora sembra ci sia un'alta area verde presa di mira da incivili: il bosco urbano situato tra via San Biagio, via Pertini e l'ex statale 62 della Cisa, dove i vandali hanno rotto una giostrina, sradicato una panchina e divelto la rete di recinzione del parco dato che è chiuso da due cancelli.

Cosa ci vadano a fare di notte al buio tra la fitta vegetazione si può solo immaginare. Il casotto del Wwf dentro il parco è già stato imbrattato. La lamentela, ora, arriva da Massimiliano Pedrazzoli che abita proprio di fronte al bosco urbano. Anche lui, come i condomini di via Verga, durante la notte non riesce a chiudere occhio e deve barricarsi in casa per sentire la tv.

«È come essere agli arresti domiciliari - scrive su Facebook Pedrazzoli - Ma che ho fatto di male?». Questo lo sfogo che ha pubblicato sul social: «Dopo anni che vivo di fronte al bosco urbano sono arrivato ad un punto di non ritorno. Schiamazzi a qualunque ora della notte, spesso protratti fin oltre la mezzanotte. Mi sveglio per il turno del mattino (le 5 circa) e ritrovo ancora gente che rumoreggia nel parco. Oltre a questo aggiungo atti vandalici. Mi sono rivolto alla polizia municipale la quale mi ha detto di chiamare il 112 ogni qualvolta si presenti il problema. Ormai li chiamo una sera sì e una anche, ma il risultato dura un’ora. Scendere e parlare con questi incivili spesso non funziona anche se però alcuni mi danno retta, ma quasi mai. Mi chiedo: ma cosa ho fatto di male per vivere agli arresti domiciliari in casa mia che non posso aprire le finestre per rinfrescarmi la notte? Non sento nemmeno la tv. Pretendo solo un po' di pace la sera. Chiedo l'America? Faccio un'appello al sindaco che cortesemente risolva il problema al più presto».

Pedrazzoli indica una possibile soluzione: «Si potrebbe temporizzare il parco e farlo chiudere ad un’ora decente: basta un cancello. Io rinchiuso da ergastolano in casa mia non voglio stare da innocente, ma qualche sera forse in arresto ci finisco davvero, la mia pazienza è finita».

L'oasi Wwf era nata dall’idea di riprodurre sul territorio urbano un’area tipica della foresta planiziale. È stato ripristinato un micro-ambiente costituito da circa 2.000 alberi e arbusti autoctoni, che descrive la pianura padana di molti secoli fa.

L'area si estende su una superficie di 14mila metri quadrati. —

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