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Il Commercio resta ancora chiuso È il risiko dei bar

I muri del locale di via Spagnoli sono affittati da Segafredo Così i signori del caffè governano le attività del centro  

Nella città addobbata a festa e truccata di blu, per la grande abbuffata del Festivaletteratura, le saracinesche abbassate risaltavano ancora di più, come tanti buchi nel sorriso commerciale di Mantova. Una tra tutte, quella del Bar Commercio di via Spagnoli, dalla posizione strategica: proprio di fronte alla Loggia del Grano che, da tradizione, ha ospitato la biglietteria del Festival, con la sua robusta pattuglia di volontari in maglietta blu e la coda ostinata di chi ancora non si piega a ...

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Nella città addobbata a festa e truccata di blu, per la grande abbuffata del Festivaletteratura, le saracinesche abbassate risaltavano ancora di più, come tanti buchi nel sorriso commerciale di Mantova. Una tra tutte, quella del Bar Commercio di via Spagnoli, dalla posizione strategica: proprio di fronte alla Loggia del Grano che, da tradizione, ha ospitato la biglietteria del Festival, con la sua robusta pattuglia di volontari in maglietta blu e la coda ostinata di chi ancora non si piega all’imperativo (comodo comodo) dell’acquisto online. Tutti potenziali clienti. Eppure.

La conferma definitiva è arrivata durante i giorni del Festival, quando la città si affolla e gli affari si moltiplicano, perché anche quelli che «la letteratura è il cibo dell’anima» a un certo punto qualcosa sotto i denti devono mettercela. E un caffè non guasta mai, che agli eventi bisogna presentarsi attenti, pronti a bersi ogni parola. E invece la saracinesca del Bar Commercio è rimasta sigillata. Sono quasi tre mesi che gli ultimi gestori hanno deciso di concentrarsi nell’altra attività, il bar all’interno dell’istituto Mazzali, e ancora non si è proposto nessuno per riaprire il locale.

Locale, che come altri bar strategici del centro storico, ricade sotto il cappello di Segafredo. Secondo un modello e una logica replicata anche da altri signori del caffè, vedi Cagliari e Carraro. Negli anni d’oro del mattone (e non solo), quando il vento soffiava ancora robusto nella vela degli affari, il patrimonio immobiliare del centro si è concentrato in poche mani, e i signori del caffè si sono fatti avanti ad affittare i muri dei bar. Per poi darli a loro volta in affitto d’azienda ai gestori, secondo contratti che contemplano anche la fornitura di caffè. Nulla di illegale, ci mancherebbe, né di sconveniente. Una prassi commerciale come altre, applicata a un centro storico largo quanto un fazzoletto.

Oltre a quelli del Bar Commercio, Segafredo, per restare in tema, ha in affitto i muri del Borsa, del Venezia e del Sociale, che riaprirà ufficialmente sabato in occasione della notte bianca. In attesa che qualcuno si riaffacci anche dietro il bancone di via Spagnoli. —

IG.CIP

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