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Muratori, il giudice: no alla perizia psichiatrica

L’udienza rinviata a novembre per la sentenza. In quell’occasione il presunto omicida ha chiesto di poter essere sentito

MANTOVA. Svolta nella vicenda giudiziaria che vede sul banco degli imputati Brunetto Muratori, l’ex orefice 72enne di Mantova che, secondo l’accusa, avrebbe ucciso con quattro colpi di pistola il commerciante Sandro Tallarico, 57 anni di Roverbella. Un delitto commesso sulla ciclabile del ponte di San Giorgio il 17 gennaio scorso.

Il giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari ha respinto l'11 settembre la richiesta di perizia psichiatrica presentata dalla difesa e ha fissato per il 27 ...

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MANTOVA. Svolta nella vicenda giudiziaria che vede sul banco degli imputati Brunetto Muratori, l’ex orefice 72enne di Mantova che, secondo l’accusa, avrebbe ucciso con quattro colpi di pistola il commerciante Sandro Tallarico, 57 anni di Roverbella. Un delitto commesso sulla ciclabile del ponte di San Giorgio il 17 gennaio scorso.

Il giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari ha respinto l'11 settembre la richiesta di perizia psichiatrica presentata dalla difesa e ha fissato per il 27 novembre prossimo l’ultimo appuntamento. In quella occasione l’imputato, che ha chiesto di poter parlare, sarà sentito dal giudice. Trattandosi di un rito abbreviato, in caso di condanna, avrà comunque diritto allo sconto di un terzo della pena.



Muratori è arrivato in tribunale verso le dieci. Era atteso per le nove ma il furgone del penitenziario di San Vittore è partito in ritardo. Ad aspettarlo c’erano la moglie e il figlio, quest’ultimo comprensibilmente teso, ma anche il fratello della vittima. L’ex orefice è apparso visibilmente provato. Ha cercato con gli occhi i familiari e li ha salutati più volte. In novembre si chiuderà il primo atto della sua vicenda giudiziaria. Il no del giudice ad una perizia psichiatrica non gioca certo a suo favore. Un no che rimanda ad un altro no: quello dei giudici del Riesame che si erano avvalsi degli ultimi riscontri delle indagini, le nuove prove emerse a carico dell’ ex orefice: tracce di polvere da sparo trovate dai carabinieri del Ris sugli occhiali, sul giaccone e sul guinzaglio del cane, tutto materiale sequestrato a casa dell’uomo a fine gennaio dagli stessi carabinieri del nucleo investigativo di via Chiassi. Mai trovata invece la pistola che ha esploso i quattro colpi che hanno ucciso Tallarico: una circostanza che, per la Procura di Mantova, sarebbe un ulteriore segnale della pericolosità dell’indagato, ma anche un forte appiglio per la difesa: manca l’arma del delitto e nessuno è stato testimone oculare dell’omicidio anche se tantissime circostanze vanno in quella direzione. Si tratta di un processo indiziario con esiti che non possiamo dare per scontati.