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Per il dentista stalker l’appello conferma tre anni di reclusione

La Corte d’appello di Brescia ha confermato  la condanna inflitta dal tribunale di Mantova a Giancarlo Lana

RIVAROLO. La Corte d’appello di Brescia ha confermato, l'11 settembre, la condanna inflitta dal tribunale di Mantova a Giancarlo Lana, il 66enne medico odontoiatra di Rivarolo Mantovano imputato di aver perseguitato per anni i parenti più stretti. Inoltre, in accoglimento dell’appello delle parti civili, le somme liquidate dal giudice di primo grado come risarcimento definitivo e forfettario, sono state considerate semplici provvisionali e la causa verrà ripresa davanti al giudice civile per ...

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RIVAROLO. La Corte d’appello di Brescia ha confermato, l'11 settembre, la condanna inflitta dal tribunale di Mantova a Giancarlo Lana, il 66enne medico odontoiatra di Rivarolo Mantovano imputato di aver perseguitato per anni i parenti più stretti. Inoltre, in accoglimento dell’appello delle parti civili, le somme liquidate dal giudice di primo grado come risarcimento definitivo e forfettario, sono state considerate semplici provvisionali e la causa verrà ripresa davanti al giudice civile per liquidare il danno integrale che si presume sia superiore.

Assolta invece da ogni accusa, già in primo grado, la moglie Marzia Leoni, 51enne parrucchiera di Rivarolo. I primi episodi finiti a processo sono accaduti nel dicembre del 2009. Non fatti isolati ma una condotta durata, con alti e bassi, quasi quattro anni. Con offese, minacce, lettere anonime, telefonate moleste e altre forme di intrusione nella vita privata che «hanno ingenerato nelle persone offese - sostiene il capo d'imputazione - uno stato di grave ansia e timore per l'incolumità propria e dei propri familiari». All'origine della vicenda, nella ricostruzione dell'accusa, il dissenso espresso dal professionista di Rivarolo nei confronti del matrimonio del figlio Fabio. La promessa sposa non andava. «Siete solo dei morti di fame»: così si sarebbe espresso il dentista di Bozzolo in alcuni sms e telefonate inviati al figlio. Il figlio è solo una delle sei persone comparse come parti lese. Perché a cadere nel mirino del dentista sono stati tutti quelli della cerchia familiare,