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Rientro in classe per 52mila ragazzi tra cattedre vuote e pochi bidelli

Studenti in calo: sono 600 in meno rispetto all’anno scorso. Il turnover degli insegnanti preoccupa genitori e sindacati

MANTOVA. Vacanze finite per gli oltre 52mila studenti mantovani che frequentano elementari, medie e superiori. Questa mattina, con ingressi scaglionati a seconda della classe frequentata, si ritorna tutti in classe per iniziare un anno scolastico che ripropone vecchi problemi Turnover degli insegnanti, bidelli in numero insufficiente per garantire una vigilanza adeguata nei corridoi, docenti specializzati nel sostegno degli studenti con disabilità che non bastano a coprire la domanda. Sono a ...

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MANTOVA. Vacanze finite per gli oltre 52mila studenti mantovani che frequentano elementari, medie e superiori. Questa mattina, con ingressi scaglionati a seconda della classe frequentata, si ritorna tutti in classe per iniziare un anno scolastico che ripropone vecchi problemi Turnover degli insegnanti, bidelli in numero insufficiente per garantire una vigilanza adeguata nei corridoi, docenti specializzati nel sostegno degli studenti con disabilità che non bastano a coprire la domanda. Sono alcuni esempi delle cose che non vanno in un mondo, quello dell’istruzione pubblica, che nonostante tutto continua ad offrire nel Mantovano diverse eccellenze e progetti didattici innovativi.



Innanzitutto i numeri, che non sono soltanto una curiosità. Gli studenti che frequentano le scuole mantovane (materne escluse) sono 52.370 contro i 52.981 dello scorso anno. Un calo di 611 scolari. Il calo si avverte soprattutto nelle superiori, passate dai 38.649 del settembre scorso agli attuali 37.953. Nel primo ciclo (elementari e medie) gli alunni sono quest’anno 14.417, vale a dire un’ottantina in più rispetto a un anno fa. Cresce anche la formazione professionale regionale (dati non inclusi nei 52.370) passata dai 2.298 del 2017 agli attuali 2.346. A fornire i dati è il settore Istruzione della Provincia, che ha elaborato quelli del Ministero della pubblica istruzione.

«Il mio augurio - ha dichiarato il consigliere provinciale delegato, Francesca Zaltieri - è che la scuola assuma una centralità assoluta nella considerazione generale, che i ragazzi studino con serietà, rigore e desiderio di conoscenza, che conoscano il piacere della scoperta, del valore della verità, della onestà intellettuale e del lavorare insieme».

Il problema cronico che si presenta da anni ad ogni prima campanella è che molte classi non dispongono dell’organico di insegnanti al completo. Quest’anno non fa eccezione e già nelle scorse settimane i sindacati della scuola avevano ravvisato ritardi nelle nomine. I presidi dicono che la situazione, sotto il profilo dei tempi, è migliorata e probabilmente si riuscirà a nominare i supplenti un po’ prima dello scorso anno. Il guaio è che non si riuscirà a evitare un significativo turnover tra i professori. In altre parole, molte classi si troveranno con qualche professore diverso rispetto allo scorso anno.

Questo è un problema segnalato dai sindacati ma soprattutto dalle associazioni dei genitori, che rilevano come la continuità didattica sia spesso compromessa da questi cambi di docenti.

Il problema del turnover è ancor più grave quando coinvolge i docenti di sostegno. Per gli alunni che necessitano l’affiancamento di un insegnante dedicato (meglio se specializzato) la continuità è importante.

Il questore ha coordinato la presenza straordinaria di forze dell’ordine, questa mattina, davanti alle scuole per prevenire fenomeni come lo spaccio di sostanze stupefacenti. —