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Servizio sanitario sotto attacco. Taglio alle mammografie

Da metà novembre chiuderà l'ambulatorio a cui si accede con l’impegnativa. Ancora un segnale di disimpegno dopo l’arrivo dell’apparecchio più vecchio  

BOZZOLO. Ci sono sempre luci ed ombre per l'Ospedale di Bozzolo, con la paura che incomba un disegno di smantellamento degli ospedali periferici. Mammografia, Moc, Pot: la notizia che spaventa il paese in questi giorni è che continua a ridursi il servizio di mammografia. Se nel 2016 tra tante proteste se ne andò dal presidio il mammografo digitale di ultima generazione, dal prossimo 15 novembre chiude l'ambulatorio a cui si accedeva con impegnativa. Continuerà solo su chiamata del Centro scr ...

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BOZZOLO. Ci sono sempre luci ed ombre per l'Ospedale di Bozzolo, con la paura che incomba un disegno di smantellamento degli ospedali periferici. Mammografia, Moc, Pot: la notizia che spaventa il paese in questi giorni è che continua a ridursi il servizio di mammografia. Se nel 2016 tra tante proteste se ne andò dal presidio il mammografo digitale di ultima generazione, dal prossimo 15 novembre chiude l'ambulatorio a cui si accedeva con impegnativa. Continuerà solo su chiamata del Centro screening di Mantova, al Poma

Eppure come dicevano le donne nel 2016, il servizio era prima apprezzato e richiesto tanto che non riuscivano a soddisfare per tempo tutte le prenotazioni. In due anni invece viene chiuso.

Il servizio di mammografia conobbe un grosso funzionamento a partire dalla primavera del 2014 con l'arrivo di una nuova strumentazione digitale a Bozzolo. Nel 2016 però il mammografo di Bozzolo venne scambiato con quello analogico di Pieve di Coriano. Diverse donne protestarono dicendo di non essere di serie "B" perché a loro dire le strumentazioni avevano prestazioni diverse. «Quella di Bozzolo è più sofisticata riuscendo ad individuare anche le piccolissime malformazioni». Una signora di Rivarolo dichiarò senza mezzi termini «sono stata salvata da quel mammografo».

Comunque sia il servizio cominciò a scadere, diminuirono le richieste, a volte come anche abbiamo scritto, non arrivava da Mantova il medico e infine è stata decretata la chiusura.

La Moc (Mineralometria ossea computerizzata, la strumentazione che dalla massa ossea rileva lo stato delle ossa), venne presentata in consiglio comunale dal sindaco reggente del tempo, Cinzia Nolli, come potenziamento del servizio di radiologia e, da tanti compresa, come compensazione per la partenza del mammografo digitale.

Arrivata alcuni mesi fa, la strumentazione è però ancora ferma anche se il personale è già stato formato.

Infine tra incuria e ritardi continuano a crollare calcinacci nei vecchi reparti dell'ospedale da tempo dismessi. Dovrebbero essere occupati dal Presidio ospedaliero territoriale per il quale la Regione ha stanziato 1milione 800mila euro.

Tra tira e molla, i medici di base che lavorano con soddisfazione al centro medico San Restituto hanno accettato di trasferirsi in quei locali per il nuovo servizio sperimentale. In Comune danno per certa la notizia della gara per affidare i lavori. C'è però ugualmente apprensione perché non è stata ancora richiesta la licenza edilizia agli uffici del Comune. —