Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il Poma sbroglia il caos patenti: «Basta con il numero chiuso»

E i giorni per prenotare la visita medica tornano a tre: lunedì, martedì e giovedì. In agosto per assicurarsi un posto tra i 40 accettati ci si metteva in fila dalle 4.30

MANTOVA. Basta levatacce col buio, quando il sole è ancora un sospetto, pregando di arrivare in via Trento in tempo per assicurarsi un numero vincente alla lotteria delle patenti speciali (da 1 a 40), solo il lunedì e il giovedì e solo per prenotare la visita con la commissione medica. Tutto risolto: nei giorni scorsi è saltato il numero chiuso, e dall’altro ieri lo sportello è tornato attivo tre giorni su sette, mentre a breve si realizzerà anche l’atteso potenziamento dell’organico.

A dare ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MANTOVA. Basta levatacce col buio, quando il sole è ancora un sospetto, pregando di arrivare in via Trento in tempo per assicurarsi un numero vincente alla lotteria delle patenti speciali (da 1 a 40), solo il lunedì e il giovedì e solo per prenotare la visita con la commissione medica. Tutto risolto: nei giorni scorsi è saltato il numero chiuso, e dall’altro ieri lo sportello è tornato attivo tre giorni su sette, mentre a breve si realizzerà anche l’atteso potenziamento dell’organico.

A dare la buona notizia è l’Asst Poma. Così «dopo alcune settimane di difficoltà organizzative del servizio patenti e di disagi per i cittadini negli uffici di via Trento». Settimane di tensioni, documentate dalla Gazzetta, quando, per essere certi di passare, ci si metteva in coda dalle 4.30. Nonostante gli sportelli aprano alle 8.15. Colpa dell’estate, con le ferie e la turnazione dei dipendenti, colpa di una maternità non sostituita e della burocrazia pigra, che dilata i tempi della mobilità, il trasferimento volontario dei dipendenti nel perimetro degli enti pubblici.

Colpa anche di un picco di richieste di accesso, «dovuto soprattutto all’aumento dei casi di sospensione della patente, sia da utenti che si rivolgono direttamente agli uffici di via Trento, sia dalle scuole guida» come riferisce l’Asst.

Rewind: le patenti speciali sono quelle rilasciate a persone affette da un’ampia gamma di malattie, a partire dalle gambe fino alla psiche. Soggetti fragili. Ma anche agli automobilisti sorpresi alla guida ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che ogni tot mesi devono rimettersi al giudizio della commissione medica. Il tutto secondo una tempistica rigorosa. La visita per il rinnovo va chiesta almeno tre mesi prima della scadenza della patente. Stimando in due mesi l’attesa per la visita vera e propria, restano trenta giorni di tempo per prenotarla: missione quasi impossibile con la tagliola del numero chiuso e la riduzione dei giorni d’apertura da tre a due. Esponendosi così al rischio concreto e ricorrente di dover affrontare un’altra fila, quella alla Motorizzazione per ottenere un permesso provvisorio di guida.

Acqua passata, rassicura l’Asst: «Già da lunedì 3 settembre è stato superato il problema del contingentamento dei numeri per la prenotazione; sono infatti stati accettati e prenotati 80 utenti in tutta la mattinata; lo stesso sarà per il futuro. Dal 10 settembre si è passati a 3 giorni di apertura – lunedì, martedì, giovedì – con una potenzialità di circa 200 accettazioni di utenti». Morale, l’invito è a recarsi in via Trento durante gli orari di apertura dello sportello (dalle 8.15 alle 12), «dato che non ci sarà limite di accettazioni e tutti coloro che si presenteranno saranno prenotati per le sedute delle commissioni patenti». E a partire da ottobre «saranno attuate ulteriori misure per ampliare la fascia di contatto telefonico al fine di ridurre il numero di passaggi richiesti all’utente per preparare la documentazione necessaria alla commissione». Levatacce addio. —