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Legionella, 40enne grave trasferito a Monza

Complessivamente i malati fra Mantova e Brescia sono vicini ai 300. Per la cause, dito puntato anche sull’agricoltura

ALTO MANTOVANO. Mentre il picco di ricoveri da polmonite batterica sembra ormai alle spalle con un totale che dovrebbe raggiungere i 300 casi fra Mantova e Brescia, aumentano i riscontri di legionellosi come causa. Un “effetto ritardato” poiché gli esami di laboratorio richiedono una settimana per i riscontri ed in queste ore stanno giungendo i riscontri dei primi ricoveri.

Conferma della diagnosi di legionellosi (malattia batterica che provoca la polmonite) viene dalle due persone, entrambe ...

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ALTO MANTOVANO. Mentre il picco di ricoveri da polmonite batterica sembra ormai alle spalle con un totale che dovrebbe raggiungere i 300 casi fra Mantova e Brescia, aumentano i riscontri di legionellosi come causa. Un “effetto ritardato” poiché gli esami di laboratorio richiedono una settimana per i riscontri ed in queste ore stanno giungendo i riscontri dei primi ricoveri.

Conferma della diagnosi di legionellosi (malattia batterica che provoca la polmonite) viene dalle due persone, entrambe residenti nel Bresciano, in un Comune al confine con il Mantovano che erano ancora ricoverate nel reparto di terapie intensive. Ma mentre una resta nella Rianimazione del Poma, per la seconda un 40enne senza altre patologie in atto, si è deciso il trasferimento al nosocomio di Monza, attrezzato con la macchina per la respirazione extracorporea e dove già sui trova un 29enne che lavora a Carpenedolo. L’uomo è stato trasferito in ambulanza non potendo sopportare l’altitudine dell’elicottero.

Se già dalla giornata di martedì gli accessi alle strutture di Pronto Soccorso di Mantova, Asola e Castiglione erano rallentati, nella giornata di ieri, informa una nota dell’Asst mantovana, «non si sono registrati accessi di pazienti con sintomi riconducibili a polmonite né al Pronto Soccorso di Mantova né al Pronto Soccorso di Asola». All’ospedale di Asola sono al momento ricoverati 26 pazienti. A Mantova 19. «Gli altri pazienti sono invece in rapido miglioramento - prosegue la nota dell’Asst - nessuno di loro presenta una situazione critica, anche se in alcuni casi il quadro clinico risulta complicato da patologie preesistenti». Situazione stabile anche all’ospedale di Castiglione, mentre a Montichiari è stata sospesa precauzionalmente la Fiera ExpoArte che si sarebbe dovuta tenere fra il 22 e 24 settembre.

Riguardo alle cause, prosegue il lavoro della task force dell’Ats Valpadana (Mantova-Cremona) e di quella bresciana in continuo contatto con la Regione ed il Ministero della Salute a Roma.

Nessuna ipotesi viene al momento scartata a priori, anche se, già nei giorni scorsi, si è escluso un contributo determinante della rete acquedottistica perché in primo luogo vengono eseguiti campionamenti ed analisi continue, la diffusione è tale da coprire aree afferenti a diversi acquedotti ed anche zone non dotate di rete pubblica, infine il pescaggio dell’acqua avviene a profondità tali da escludere possibili contagi batterici.

Una ipotesi viene individuata nel mix fra meteo e idrologia. La siccità agostana avrebbe provocato nel fiume Chiese le condizioni ideali per la riproduzione dei batteri che le piogge avrebbero poi sparso nella rete di canali e fossi. La successiva fase calda e la riaccensione delle irrigazioni avrebbe provocato le condizioni di dispersione aerea (aerosol). Altre ipotesi fanno riferimento allo spargimento di fanghi e alle torri di raffreddamento industriale.