Tra gli effetti della crisi c’è la forte precarizzazione. Un caso estremo: la Cem idropulitrici di Quistello (l’ex Cip), nel mantovano, ha assunto 200 persone per un mese per far fronte ad una commessa. Il contratto dei lavoratori, tutti gestiti da agenzie interinali, è stato rinnovato per un altro mese. Poi, terminato il lavoro, i dipendenti tornano alla ricerca di occupazione
QUISTELLO (MANTOVA). Stabilimenti che chiudono, cassa integrazione che finisce, ma non solo. C’è anche un altro fenomeno prodotto dalla crisi ed è la precarizzazione del lavoro. Un esempio: la Cem-idropulitrici di Quistello di recente ha assunto 200 persone per un mese.
Ha citato l’esempio, non certo unico nel panorama attuale del lavoro, il segretario provinciale della Cgil Massimo Marchini, all’incontro sul tema “I giovani e il lavoro a Quistello e nel Mantovano” che si è tenuto proprio a Quistello, organizzato dal Circolo Pd.
«La Cem, ex Cip di Quistello a gennaio ha assunto 200 persone per un solo mese - ha spiegato Marchini - poi le ha rinnovate per un altro. Ma finito il lavoro, questi operai tornano fuori. Questo è un esempio di precarizzazione estrema, però c’è da tenere presente che la Cem ha un tipo di lavoro che risente della stagionalità. E allora, al bisogno, assume. Ma sono tutti lavoratori in mano alle agenzie. Sono stato in un’assemblea in quella fabbrica, e molti avevano le magliette dell’Iveco, perché è tutta gente che lavora un mese in una ditta, un mese in un’altra».
«Gli ordini sono limitati - spiega Silvano Maffezzoni (Fim Cisl) - e le aziende non se la sentono di fare assunzioni a lungo termine. Così per far fronte alle commesse, assumono giusto al bisogno. Ma tutto questo va a gravare sui lavoratori, i quali possono fare progetti al massimo della durata di un mese, o poco più».
(
d.m.)
12 marzo 2010
Inviato da Carlo Tosi
il 14 marzo 2010 alle 08:25