Terzo pareggio di fila per il Cesena, che dopo Bari e Ascoli non è andato oltre il punto anche col Mantova, che pure si è presentato senza gli infortunati Pegolo, Doga, Balestri, Caridi, anche se ha recuperato Stefano Fiore, cui è stata ridotta la squalifica.
Castori peraltro ha dovuto fare i conti con l'infortunio di Croce, tra i più brillanti nell'ultimo scorcio di campionato. Ne è uscito un 1-1 che conta poco per l'ormai rassegnato Mantova e serve pochissimo a un Cesena sempre a rischio retrocessione e incapace di vincere anche in undici contro dieci.
Il primo sussulto è stato di marca romagnola, al 9', con una punizione di Salvetti e il colpo di testa di Moscardelli a lato. Ma il Mantova da squadra esperta ha colpito al primo vero affondo: cross di Tarana sul quale si è avventata la testa di Spinale che ha battuto Artur (13'), mentre gli uomini di Castori protestavano per un sospetto fuori gioco.
La risposta bianconera è comunque arrivata al 21': è stato il solito Salvetti a inventarsi un corridoio in profondità che Moscardelli ha ben sfruttato per scaricare alle spalle dell'incolpevole Handanovic, realizzando il suo tredicesimo gol. Al 34' sugli sviluppi di un corner di Tarana si è rifatto vivo il Mantova: Notari ha pescato la testa di Novelli, che ha trovato però pronto Artur. Nello stesso minuto Franchini ha servito Godeas al limite dell'area piccola, ma ha rimediato Cardone. Al 36' gli ospiti sno rimasti in dieci per un'ingenuità di Cristante che, già ammonito, ha commesso fallo su Moscardelli a centrocampo e ha preso il secondo giallo.
In inferiorità numerica, nella ripresa i biancorossi si sono spenti col passare dei minuti e il Cesena si è lanciato alla caccia del gol-vittoria. Ci ha provato al 3' con un angolo di Botta sul quale è svettato Ola trovando la deviazione di Handanovic. Ha ritentato al 27' quando Salvetti ha messo in mezzo per Djuric, che ha anticipato tutti e di testa ha messo alto di un soffio. Ha insistito al 36', quando Cardone si è mangiato il gol-partita: ancora Salvetti ha fatto ripartire il Cesena che, in superiorità numerica, ha trovato il difensore ex Parma in piena area. La sua conclusione perè è finita fuori.
Cesena-Mantova 1-1 (1-1)
Cesena (4-3-1-2): Artur, Turati (27'st Cortellini), Cardone, Ola, Lauro, Campedelli, De Feudis, Botta (13' st Esposito), Salvetti, Moscardelli, Paponi (1' st Djuric). (12 Rossini, 17 Vascak, 20 Biserni, 27 Doudou). All. Castori
Mantova (4-4-2): J. Handanovic, Calori, Notari, Cristante, Franchini, Tarana, Spinale, Passoni (18' st Amodio), Fiore, Godeas (35' st Corona), Novelli. (1 Bellodi, 8 Do Prado, 22 Avanzini, 34 Zugno, 88 Micheloni). All. Brucato
Arbitro: Salati di Trento
Reti: nel pt 13' Spinale, 21' Moscardelli
Angoli: 6-4 per il Cesena
Espulso: nel st Cristante per doppia ammonizione
Ammoniti: Salvetti per proteste, Amodio per gioco falloso
Spettatori: 7.045, per un incasso di 45.233,09 euro
Il bilancio di Fabrizio LoriAi bilanci anticipati non è abituato. E ormai se li erano dimenticati anche i tifosi biancorossi. Nelle sue prime tre annate sportive al timone dell'Acm il presidente Fabrizio Lori è sempre rimasto in gioco fino all'ultimo minuto di campionato. Quest'anno però le dieci giornate conclusive del torneo sembrano destinate ad essere "di passaggio" verso la prossima stagione. «Ma sia chiaro - puntualizza con fermezza il patron - che bisogna evitare figuracce. Anche perché a me piace vedere il Mantova vincere e quando perde mi fa male».
Proprio per questo parlare al passato di un torneo che ha ancora due mesi di gare davanti è particolarmente doloroso per il numero uno di Viale Te. «Ma a meno che non vinciamo tutte le ultime 10 partite la vedo dura ipotizzare traguardi, sebbene i miracoli possano avvenire», afferma, consapevole che a questo punto i giochi sono fatti.
Non resta che cercare di capire cosa sia successo, con la certezza che «è stato un peccato: la squadra era forte». Circoscrivere le cause di un campionato conclusosi in modo così diverso da quanto sognato in estate è complesso. «Siamo stati troppo altalenanti - ammette Lori - e non troppo fortunati. Gli infortuni hanno inciso davvero parecchio alla resa dei conti. Un'annata storta, insomma, vediamo di raddrizzarla come si può». Il patron biancorosso punta il dito contro i malanni che hanno costellato il cammino di Notari e compagni.
«Ci sono stati tanti infortuni - ribadisce - se la squadra avesse potuto contare sulla disponibilità di tutti continuativamente avremmo visto un altro torneo. Invece nelle prime venti giornate abbiamo dovuto cambiare formazione venti volte». Lori sceglie quattro esempi nella lunga casistica disponibile. «L'infortunio a Passoni all'inizio ci ha danneggiato molto, così come la labirintite di Fiore, il ko di Grauso e la lunga assenza di Noselli. Guardate anche l'Inter. Da quando è stata tartassata dagli incidenti fisici ha iniziato a perdere e pareggiare, nonostante abbia degli ottimi ricambi e nonostante in serie A si possano tenere anche quaranta giocatori se si vuole, a differenza della B dove siamo limitati a 21».
Prima di gettarsi a capofitto sulla stagione 2008-2009 (in cui «dovremo lavorare meglio», aveva dichiarato dopo il ko con l'Albinoleffe), il presidente vuole aspettare ancora un po'. «E' molto presto - dichiara, non approfondendo per ora nemmeno il futuro della panchina - ma sicuramente sarà meglio partire il prima possibile. Intanto vediamo come si comporta la squadra, quali giocatori hanno a cuore la maglia. Perché è chiaro che tutti sono in discussione».
E i dieci match finali diventano un test d'appello. «In campo andrà comunque la formazione migliore - conclude Lori - perché a me piace vedere l'Acm vincere. Perciò dobbiamo pensare a far bene già a Cesena, contro una squadra che deve salvarsi». E intanto la società inizierà a pensare al campionato che verrà.
Alessandro Taraschi
26 marzo 2008