Capitan Notari: lascio la fascia

Un atto d'accusa al termine di una stagione deludente. E' quello di capitan Notari: mi tolgo la fascia di capitano _ dice _ e chiedo scusa ai tifosi. Si chiude così un ciclo che ha fatto sognare tanto i tifosi biancorossi. Ora c'è bisogno di cambiare per tornare a vincere e a cullare i sogni di promozione in A. E se il presidente Lori chiede dignità, il capitano gli dà ragione e invita tutti a chiedere scusa ai tifosi.

    La sconfitta con l'Ascoli è stata l'ennesima riprova di una stagione fallimentare, ma soprattutto un altro tintinnio del campanello di allarme che da tempo suona in vista del futuro. Il presidente Lori, rientrato in città, ancora una volta è dovuto entrare nello spogliatoio per ricordare a tutti - minacciando anche provvedimenti - che «c'è da chiudere una stagione con dignità e al settimo posto». Il capitano Mattia Notari, dal canto suo, ammette che «c'è da vergognarsi», chiede «scusa» ai tifosi e invita ad «azzerare tutto», mettendo per primo a disposizione la sua fascia.

    Fabrizio Lori non ha molta voglia di parlare. Davanti al gruppo ha ribadito la sua delusione per un'annata lontanissima dalle sue aspettative e dai suoi sforzi economici. Ha ricordato che le vacanze sono ancora lontane e avvertito che non tollererà un finale di stagione sulla falsariga di quanto accaduto sabato.

    «Lori purtroppo ha ragione su tutta la linea - dice dal canto suo Mattia Notari - quando parla di professionalità, di dedizione alla causa, della necessità di un finale di campionato almeno decoroso. A mio avviso c'è da vergognarsi. Personalmente chiedo scusa ai tifosi, che pagano il biglietto, spendono dei soldi per venirci a vedere e vengono ripagati in questa maniera. Ho chiesto scusa pubblicamente anche a Brucato per le brutte figure che stiamo facendo fare pure a lui. L'unica cosa che posso dire è che siamo tutti in discussione e che ognuno di noi deve fare un esame di coscienza e verificare se davvero sta dando il massimo per il Mantova».

    Notari non nasconde che anche guardando al futuro è difficile immaginare una rinascita del Mantova senza un profondo rinnovamento di un gruppo che probabilmente non è mai diventato tale. «Un ciclo è finito - dice il capitano - e su questo credo che non ci siano dubbi. Per ripartire e costruire un futuro vincente ci sarà da cambiare molto e ribadisco che a mio avviso tutti dovremmo essere in discussione. A fine stagione si tireranno le somme e anch'io vedrò cosa fare. Andar via da Mantova? No, la mia intenzione non è questa, sapete quanto amo questa città e questi colori. Dipendesse da me, giocherei per l'Acm altri 10 anni. Ma anch'io devo ritenermi in discussione, come tutti. Anzi, prima di tutti essendo il capitano».

    E per dimostrare tutto il suo disagio Notari aggiunge: «Come ho già detto al presidente mesi fa, per cambiare strada è fondamentale che ognuno si accolli le proprie responsabilità. E io, da capitano, sono il primo responsabile se questa squadra non ha identità nè reazioni. Sento addosso questa responsabilità e per questo sono pronto a rimettere a disposizione la mia fascia da capitano se c'è qualcuno che può riuscire a fare meglio di me. A rianimare questo Mantova che fa invece tanta fatica a reagire».

    FURTO NELLA VILLA DI LORI
    Ammonterebbe ad almeno 150 mila euro il bottino del furto avvenuto venerd¿ notte nella villa di famiglia del presidente del Mantova Calcio, Fabrizio Lori, mentre i proprietari si trovavano in vacanza a Montecarlo. Nelle mani dei ladri sono finiti soprattutto gioielli oltre a piatti e a bicchieri profilati in oro. I malviventi hanno neutralizzato i due pastori tedeschi, chiudendoli in lavanderia.

    Fortunatamente gli animali, che sono molto docili, si sono fatti catturare senza opporre resistenza, tanto che, come unico segno di violenza, uno di loro mostra una zampa malconcia. Una volta all'interno, i ladri hanno messo a soqquadro tutto, alla ricerca di una cassaforte che non hanno trovato. La villa dei Lori si affaccia sull'ex statale Romana a Cerese, all'interno di un unico giardino recintato, ma Š formata da due corpi: in uno abita la madre del patron del Mantova e presidente della Nuova Pansac e nell'altra la sorella.

    LA PARTITA Mantova-Ascoli

    Nulla da fare per un Mantova deconcentrato contro un Ascoli che, invece, si è impegnato per riscattare la brutta figura di una settimana fa in casa con il Grosseto. I padroni di casa non sono riusciti ad entrare in partita e hanno lasciato agli avversari tre punti utili per difendere il settimo posto in classifica, l'ultimo obiettivo indicato dal presidente Lori per tenere desta l'attenzione della truppa dopo il mancato raggiungimento dei play off.

    Nel primo tempo sono stati gli ascolani a farsi preferire per la qualità della manovra e la tenacia con cui hanno cercato il gol del vantaggio. Bianconere, infatti, le conclusioni più pericolose con Guberti e Nastos. Sull'altro fronte, il Mantova ha tentato di imbastire qualche azione degna di nota, senza riuscirci. Da segnalare, alla mezz'ora, solo un colpo di testa di Godeas in piena area, con un sospetto intervento di un difensore avversario che lo ha sbilanciato al momento dello stacco.

    Lo 0-0 dei primi 45' di gioco ha rispecchiato la pochezza offerta dalla classica partita di fine stagione a cui le due contendenti non hanno più nulla da chiedere. Il gol decisivo dell'Ascoli è arrivato in apertura di secondo tempo, su calcio di rigore concesso al 5' per un fallo di Balestri su Saverino. Dal dischetto ha realizzato lo stesso Saverino.

    A quel punto, il Mantova, scosso nell'orgoglio, ha cercato una reazione che non ha portato a nulla di concreto. L'Ascoli, invece, ha sfiorato in almeno due occasioni il raddoppio, mentre l'unico pericolo alla porta di Taibi è arrivato, nel finale, da Do Prado che dall'area piccola, in mischia dopo un rimpallo su punizione, ha visto il suo tiro respinto sulla linea da Aquilanti.

    Mantova-Ascoli 0-1 (0-0)

    Mantova (3-5-2): Handanovic, Cristante, Notari, Franchini, Tarana, Spinale, Passoni, Fiore (35' st Do Prado), Balestri (24' st Grauso), Godeas, Noselli (10' st Corona). (1 Bellodi, 23 Di Cesare, 83 Amodio, 22 Avanzini). All. Benevelli-Brucato
    Ascoli (4-5-1): Taibi, Aquilanti, Melucci, Siniscalchi, Nastos, Sommese (20' st Pesce), Luci, Saverino, Belingheri (39' st Di Donato), Guberti (43' st Soncin), Bernacci. (60 Pennesi, 24 Micolucci, 25 Giorgi, 64 Raffaello). All. Iaconi
    Arbitro: Russo di Nola
    Rete: nel st 5' Saverino (Roma)
    Angoli: 8-0 per l'Ascoli
    Ammoniti: Saverino e Guberti per gioco falloso
    Spettatori: 6.900
    19 aprile 2008

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