Il pallone preso a calci da piccola durante l'intervallo delle partite seguite con il papà e il cugino è diventato il suo compagno inseparabile. E' iniziata così la carriera di Daniela Sabatino, prima di vestire la sua prima maglia, quella dei pulcini del Trivento. Poi a 13 anni il provino con il Campobasso.
Un anno di soli allenamenti, proprio per lei che ama «soprattutto giocare a pallone, sebbene la preparazione serva», quindi il debutto nei tornei femminili, direttamente in serie B. E che fosse una predestinata si è capito subito, visto che nel campionato seguente era già il momento di esordire in serie A con l'Ascoli. Agli esordi i cambi di casacca sono stati frequenti, non sempre volontari. «Nel calcio femminile molte società faticano a programmare e nel giro di un anno magari passano dalla serie A al fallimento. E' uno dei problemi maggiori».
Situazione che Daniela ha vissuto nel suo anno peggiore, a Casalnuovo dove era arrivata dalle Marche. Solo un torneo. Quindi è il momento di Isernia. Qui conquista la promozione dalla B alla A2 ma ancora una volta le dinamiche del calcio in rosa la costringono a trasfersi. E' il momento di un'altra scalata. Con il Boiano "miss gol Sabatino" passa dalla B alla A1 in tre anni, rivelandosi una professionista delle scalate. Con il club però nascono problemi insormontabili che spingono Daniela in Svizzera. «Un campionato con il Lugano - racconta - ma vivevo a Milano. Sebbene sia stata bene sono subito tornata in Italia, perché preferisco il nostro campionato».
Ed è arrivata la Reggiana. Amore a prima vista. «Mi trovo benissimo - racconta - la società è seria e noi siamo un gruppo cui manca ancora un po' di esperienza per poter puntare ai traguardi più prestigiosi. Entro qualche sono convinto che potremo arrivare a lottare per lo scudetto, anche perché abbiamo una grande allenatrice come Milena Bertolini, davvero molto brava». Tant'è che per restare in granata ha declinato offerte prestigiose. «Mi hanno cercata molti club importanti - rivela - ma a Reggio Emilia sto troppo bene». Come il suo idolo Kakà e il Manchester City, insomma. «Eh no, magari. A quelle cifre sarei andata di corsa», sorride.
La Sabatino a 23 anni sembra destinata a ricalcare le orme delle migliori giocatrici del calcio femminile italiano. Le ricorda proprio Daniela: «Patrizia Panico, la mia presidente Betty Vignotto capace di vincere lo scudetto in granata e Carolina Morace». Non osa assolutamente paragonarcisi però, lei preferisce continuare a pensare a migliorarsi, per segnare ancora gol come quello realizzato al Bardolino capolista. «Un pallonetto al volo da 30 metri con il sinistro, che non è neanche il mio piede. Sicuramente la mia rete più bella ed emozionante».(ale)
20 febbraio 2009