Venerdì a Pisa il centrocampista festeggerà le 200 presenze in biancorosso

Spinale: vorrei rimanere a vita nel Mantova

«In sette anni mai un momento no, ottenere la salvezza sarà dificile ma ci crediamo»

    di Alberto Fortunati MANTOVA. A meno di novità difficilmente prevedibili venerdì sera Manuel Spinale indosserà per la duecentesima volta la maglia del Mantova in un incontro di campionato. Il 31enne centrocampista, anagraficamente veronese ma biancorosso nell'animo, potrà così provare a celebrare un obiettivo che solamente una decina di atleti hanno raggiunto: l'ingresso nella storia dell'Acm.

    Lei è al 7° anno al Mantova. Matrimonio logoro?
     «Mai logoro, figuriamoci. Questa è la squadra e la città che ho scelto nel 2003, dopo avere vagabondato per quattro-cinque anni in C ho trovato l'ambiente giusto, la società giusta, i tifosi giusti. Sono qui da tanto, è vero, ma sto bene come se fossi al primo giorno, col vantaggio importante di conoscere a menadito l'ambiente e di essere costantemente incoraggiato nel mio impegno. Mai mi sognerò di lasciare il Mantova, perchè mai avrei pensato di raggiungere in tre anni la B dalla C2. Anzi, di arrivare alla finale per la A. E mi fermo lì, mi vien già mal di fegato...».

     Rimpianti?
    «Nessuno, ho solo ricordi belli: dal gol che ci regalò la vittoria col Lumezzane, alla sgroppata nella finale col Pavia per la B».

     E' vero che tentò di dribblare il guardalinee?
     Certo, ci fosse stato qualcun altro avrei dribblato anche lui. Quell'assist per Ciccio non lo dimenticherò più».

     E nel recente passato qual è il gol che ricorda più volentieri?
     «Quello a Genova, davanti a 30.000 persone. Una sensazione incredibile».

     In sette anni molti atleti sono passati in viale Te. Con chi ha legato di più?
     «Con la vecchia guardia, che è ancora in biancorosso: Bellodi, Caridi, Notari, Tarana. Con loro c'è e ci sarà sempre una parte di me».

     Dal passato di gloria al presente di incertezze. Più dura vincere o salvarsi?
     «Sicuramente salvarsi, è un'esperienza che a Mantova non avevo ancora provato ma che quest'anno dobbiamo vivere e superare. Credo che quella che stiamo per affrontare sia l'impresa più difficile da quando sono arrivato».

     Essere in serie positiva non vi tranquillizza?
     «Tranquilli lo saremo soltanto facendo risultato a Pisa, dove venerdì ci attenderà un ambiente di quelli tosti, e soprattutto riuscendo ad imporci il sabato successivo al Martelli contro l'Ancona. Credo che sia proprio quella la partita più difficile, solo vincendola porremo una seria ipoteca sulla salvezza».
    07 aprile 2009

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