Valigi: «Il presidente ha ragione, dobbiamo fare di più. Il nostro è solo un problema mentale»
MANTOVA
«Sono inc... nero». Claudio Valigi, a 48 ore dal 3-0 di Chiavari, è in linea con lo stato d’animo del presidente Bompieri e con quello di tutti i tifosi biancorossi. L’ennesima delusione stagionale brucia e ha portato il numero uno di Viale Te ad attaccare pubblicamente i giocatori («devono tirare fuori gli attributi»), ai quali si è ripromesso di parlare in settimana, così come al tecnico. Il vicepresidente Famà è sulla stessa lunghezza d’onda e informa di aver già dato mandato al “ds ombra” Mauro Sani di confrontarsi con la squadra.
A Valigi, però, che è al timone della nave biancorossa, spetta spiegare in prima persona cos’è che continua a non funzionare. «Il presidente ha ragione – dice –, dobbiamo fare qualcosa in più. Non si può giocare bene per un’ora e poi sparire dal campo, eppure è quello che è successo a Chiavari contro l’Entella. Se ripenso che i giornalisti liguri mi hanno detto che siamo stati la squadra che ha messo più in difficoltà i biancazzurri, sono ancora più arrabbiato».
L’analisi del tecnico pone l’accento sulla mancanza di “cattiveria” del Mantova: «Siamo sempre alle solite – aggiunge –. Dimostriamo di potercela giocare alla pari con tutti, ma poi sono i particolari a fare la differenza. E’ successo a Casale, a Cuneo, con la Giacomense e in tante altre occasioni. Non siamo abbastanza cattivi quando c’è da buttarla dentro e neanche quando c’è da difendere. Non è possibile che noi calciamo 25 corner e non riusciamo mai ad arrivare primi sulla palla, mentre gli altri alla seconda punizione laterale ci infilano. Bisogna cambiare rotta, altrimenti saremo a rischio retrocessione fino alla fine del campionato».
L’impressione è che gli alti e bassi tipici di una squadra che non ha ancora una sua fisionomia precisa siano legati anche ai tanti cambiamenti seguiti ai recuperi degli infortunati e al mercato. «Può essere anche questo – risponde Valigi –, ma secondo me il nostro è principalmente un problema mentale. Dobbiamo riuscire a tenere alta la concentrazione 1’ al fischio finale dell’arbitro, altrimenti diventa tutto inutile. Tatticamente le abbiamo provato tutte e ci siamo: certo, qualche errore lo facciamo, ma siamo in C2 e questo appartiene a tutte le squadre. La differenza è nell’atteggiamento psicologico».
Su cosa si possa fare per venirne fuori, Valigi risponde così: «L’unica strada è il lavoro: ne faremo il quadruplo di quanto abbiamo fatto finora. Ma il vero cambiamento deve nascere da ognuno di noi: dobbiamo trovare dentro la cattiveria agonistica che ci manca, dobbiamo capire che non basta essere all’altezza degli avversari ma bisogna batterli essendo più bravi di loro negli episodi che decidono le partite. Non si può certo dire – precisa Valigi – che la squadra non s’impegni in ogni circostanza, ma è chiaro che non basta. Lo dice una classifica che dobbiamo cambiare a tutti i costi. A partire da domenica a Bellaria».
Al riguardo, il rischio rinvio è concreto: «In effetti le previsioni fanno pensare questo, ma noi dovremo preparare la sfida al meglio, cercando di allenarci al massimo per quanto ci permetteranno le condizioni meteo».
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