Seconda divisione. Il capitano: «La caccia ai colpevoli non serve, ritroviamo serenità»
MANTOVA
Chiamato in causa direttamente dal presidente Bompieri e comunque punto di riferimento assoluto dello spogliatoio biancorosso, con 301 partite all’attivo nel Mantova, tocca a capitan Manuel Spinale commentare il momento difficile che sta attraversando la squadra.
Il 3-0 di Chiavari brucia, patron Bompieri e mister Valigi chiedono ai giocatori di dare di più. Vista dal campo la situazione com’è?
«Tutti ci rendiamo conto che la sconfitta di domenica è stata pesante. Noi giocatori poi siamo i più delusi. Venivamo da 5 risultati utili e, alla fine del primo tempo, non avremmo mai pensato di perdere in quel modo. I due gol subiti in due minuti ci hanno steso, non siamo riusciti a reagire. C’è amarezza, siamo i primi a metterci la faccia ed è giusto che sia così. In momenti del genere sarebbe facile parlare delle colpe di uno o dell’altro, dire che bisogna fare così o al contrario... Ma in questo modo non si va da nessuna parte, bisogna stare uniti e basta».
Per uscirne in che modo?
«Lavorando, limando, migliorando tutti i particolari. E soprattutto riuscendo a tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti, mettendo in campo la grande voglia che abbiamo di far punti».
Bompieri ha annunciato di voler parlare alla squadra per capire che sta succedendo. L’ha già fatto?
«No, non ancora, ma ben venga un confronto per capire insieme come crescere e migliorare. Per esperienza, però, credo che in questi momenti faccia meglio una pacca sulla spalla che mille sfuriate. Bisogna ritrovare serenità, darsi tutti una mano».
Il presidente magari teme che ci siano problemi nello spogliatoio...
«Lì problemi non ce ne sono proprio, la squadra lavora sodo e segue il mister cercando di tradurre in campo i suoi insegnamenti. Magari siamo in tanti, ma questo è un dato di fatto che finora non ha creato noie. Ripeto, siamo tutti sulla stessa barca e l’unico obiettivo dev’essere quello di salvarci il prima possibile».
Bompieri ha citato proprio lei e Maschio come due dei giocatori che dovrebbero fare la differenza e che a suo avviso non la stanno facendo. Che ne pensa?
«Il presidente evidentemente mi ritiene un lusso per la categoria e questo mi fa piacere. Io e Maschio in effetti siamo fra i più esperti e dunque è normale essere chiamati in causa. Noi vorremmo sempre vincere ed essere i migliori in campo. Purtroppo a volte ci si riesce, a volte no. Ma credo che tutta la squadra sia un esempio di professionalità».
Eppure non decolla. Perché?
«La lunga esperienza che ho vissuto a Mantova mi ha insegnato che per fare una squadra vincente servono tanti fattori, non basta quello tecnico e tattico».
Quali mancano adesso?
«E’ difficile individuare le cause ma è chiaro a tutti che lo scorso anno siamo ripartiti da zero, in ritardo e con una squadra tutta nuova eppure abbiamo vinto. Quest’anno si pensava di fare meglio e invece siamo ancora alla ricerca di una fisionomia precisa e la classifica dice dobbiamo lottare per non retrocedere. Il calcio è così, c’è poco da fare se non remare tutti dalla stessa parte per il bene del Mantova».
Neve permettendo, domenica a Bellaria ci sarà il primo di tre scontri diretti cruciali. Con che spirito li affronterete?
«A Bellaria, in casa col Borgo a Buggiano e poi a Savona saranno in palio punti fondamentali. Non possiamo sbagliare, ne siamo consci. E giocheremo alla morte».
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