Il tecnico: «Mi prendo la responsabilità delle scelte, ma tanti errori incredibili» I dirigenti escludono l’esonero immediato però sondano l’umore del gruppo
MANTOVA
Gli occhi di Claudio Valigi vagano nel vuoto, quasi alla ricerca di un motivo plausibile per capire quello che lui stesso definisce «un regalo colossale». La scenografia però non aiuta il tecnico biancorosso: il bianco lattiginoso della sala tv-radio gli ricaccia indietro uno dopo l’altro i dubbi e le amarezze con i quali ha lasciato il campo poco prima. E l’analisi della nuova battuta d’arresto del suo Mantova non può che essere dominata dall’impulso di prendere una spugna e nettare il «muro» sul quale ha visto un film a tinte horror. Un desiderio, una speranza, che si perdono nel vuoto e lasciano posto ad una triste presa d’atto:
«Come si fa a giudicare una prova del genere? Ci siamo suicidati – prova a spiegare, furibondo, il mister - giochi un buon quarto d’ora, poi loro prendono il primo palo e tu crolli. Prendi due gol, ti riscuoti nella ripresa con un gol e quando sarebbe il momento di accelerare per raggiungere un pari importantissimo, prendi il piatto d’argento e servi al Borgo il terzo gol. Come si fa a giudicare una partita così?».
Paterno, il vice presidente Famà lo guarda e sottolinea: «Mi chiedete cosa dire al mister? Sono qui, gli dico di andare avanti» e assesta una vigorosa pacca con la mano alla gamba sinistra di Valigi, che confortato dalle parole ritrova un pizzico di morale e prova a spiegare le ragioni della presenza di Festa, premettendo che «è assurdo gettare la croce addosso a qualcuno».
«Ogni allenatore - dice Valigi - fa delle scelte e risponde per quelle; per regolamento devo schierare tre giovani, ho scelto Festa ma col senno di poi è facile dire che non è andata bene. Il problema è che avevo anche Bertin e Caccavale infortunati, potevo schierare Fonte ma ho preferito utilizzare elementi più esperti quali Zaninelli e Girelli. Mi assumo le responsabilità delle scelte».
Sta di fatto che la difesa biancorossa ha sbandato in modo preoccupante e che da più parti viene chiesto il reintegro di Mirko Bellodi: «E’ una decisione che compete alla società - spiega Valigi - il mio compito è di allenare i giocatori che mi vengono messi a disposizione. Purtroppo, il guaio è che questa squadra accusa dei cali psicologici preoccupanti. Anche questa volta abbiamo incassato due reti e permesso al Borgo a Buggiano di giocare a piacimento, mostrando di non sapere reggere il confronto a partire dal loro primo palo. E’ questo il vero, grosso problema sul quale è indispensabile cercare di lavorare per risolvere la situazione».
Valigi non vede più nero del giorno prima, l’obiettivo che il Mantova deve raggiungere resta lo stesso di due mesi fa: «Al più presto - sottolinea - dobbiamo raggiungere quelle cinque vittorie con le quali potremo raggiungere la salvezza e toglierci di dosso la paura di non riuscire a rimanere nella categoria. Mi dispiace soprattutto perchè basta un errore, più o meno clamoroso, a rendere nulla la fatica di una settimana e a rovinare tutto il nostro lavoro».
In serata le voci di allontanamento del tecnico hanno preso consistenza ma la società ha ribadito, per bocca del vice presidente Giovanni Famà, la sua intenzione di mantenere per ora Valigi alla guida della squadra: «La situazione è critica - ha detto Famà - ma la nostra intenzione è quella di valutare la situazione con calma, discutendo con il mister e con tutti i giocatori. Abbiamo già iniziato questa serie di colloqui dai quali dovrà uscire la soluzione per risalire la classifica, non intendiamo fare mosse affrettate».
Fra le indiscrezioni maggiormente ricorrenti vi è quella di un incontro fra il patron Bruno Bompieri e l’allenatore biancorosso nella giornata di oggi che, in ogni modo, appare destinata ad essere molto importante nella già delicatissima settimana del Mantova in vista del match di domenica 26 contro il Savona.